Napoli – Un drone si incaglia tra i rami di un albero e perde il carico che stava trasportando. È da questo episodio, avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, che sono partite le indagini dei carabinieri su un possibile tentativo di consegna di droga e dispositivi elettronici destinati con ogni probabilità all’interno del vicino carcere di Poggioreale. I militari della compagnia Napoli Stella sono intervenuti intorno alle ore 19.45 in via Don Bosco, all’interno del centro Salesiani Don Bosco. Poco prima un drone si era impigliato tra i rami di un albero per poi riuscire a liberarsi e allontanarsi, perdendo però parte del materiale che trasportava.
Il materiale recuperato – Sul posto i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 200 grammi di hashish, un telefono cellulare, quattro pennette usb, due mini telefoni, sedici sim, oltre a caricabatterie e cavetti vari. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro mentre sono in corso accertamenti per ricostruire il percorso del drone e individuare i responsabili del tentativo di consegna.
Il precedente nel carcere – Sempre nella giornata di ieri un detenuto è stato sorpreso dalla Polizia penitenziaria nel carcere di Poggioreale, nelle docce di un padiglione, mentre trasferiva cellulari e droga arrivati proprio con un drone che, dopo la consegna, era riuscito ad allontanarsi. All’interno di una busta gli agenti hanno trovato tre smartphone di nuova generazione e due panetti di droga per un peso complessivo di circa 150 grammi. Il detenuto è stato bloccato e il materiale sequestrato.
L’allarme del sindacato – Per il presidente e il segretario del sindacato Uspp, Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, si tratta della conferma di “una vera e propria guerra tecnologica quotidiana nelle carceri, a causa dell’uso dei droni. Una realtà complessa per la polizia penitenziaria che deve fare i conti con consegne sempre più precise ed efficaci supportate dall’hi-tech”. Il sindacato ha espresso “soddisfazione per la brillante operazione, che dimostra la professionalità della polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale, in grado di garantire spirito di abnegazione e un ambiente detentivo sicuro e legale”.
Allo stesso tempo l’Uspp sottolinea che nelle carceri, con la criminalità che ormai utilizza con sempre maggiore dimestichezza i “corrieri volanti”, l’introduzione di droga e telefoni ha registrato un netto cambio di passo. Da qui la richiesta di dotare la polizia penitenziaria di strumenti tecnologicamente avanzati per contrastare queste minacce, come sistemi anti-drone o jammer, gli inibitori di segnale. “A Poggioreale, nonostante il deficit di organico che si attesta sulle 150 unità, la polizia penitenziaria riesce solo con sacrificio a mantenere l’ordine e la sicurezza interna”, concludono Moretti e Auricchio.

