Torre Annunziata, arrestato il latitante Pasquale Romito del clan Gionta: scovato in cunicolo sotto rudere

di Redazione

Torre Annunziata (Napoli) – Otto mesi di latitanza terminati in un nascondiglio scavato sotto un rudere abbandonato. I carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Torre Annunziata, con il supporto dello squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, hanno arrestato Pasquale Romito, 38 anni, alias ‘o turco, ritenuto elemento di vertice del clan camorristico Gionta.

L’uomo era irreperibile dal luglio 2025, quando si era sottratto all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli su richiesta della direzione distrettuale antimafia. Il provvedimento riguarda complessivamente 19 indagati accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, reati in materia di armi ed estorsione.

Il covo scoperto dai carabinieriIl blitz che ha posto fine alla fuga ha portato i militari in via Bertone, a pochi passi da Palazzo Fienga, storica roccaforte del clan Gionta sgomberata nel 2015, confiscata e tuttora in attesa di demolizione. Romito si nascondeva all’interno di un rudere abbandonato collegato a un’abitazione privata. L’accesso avveniva dalla cucina della casa di una donna incensurata: una botola abilmente occultata conduceva a un cunicolo sotterraneo nel quale il latitante aveva trovato rifugio. La donna, una sessantenne senza precedenti penali, è stata denunciata a piede libero per favoreggiamento personale.

Cassiere e armiere Secondo le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Romito negli ultimi anni avrebbe gestito per conto del clan sia gli incassi delle estorsioni sia la disponibilità delle armi. Gli investigatori lo considerano una figura di primo piano nella struttura criminale. La sua ascesa nelle gerarchie del gruppo camorristico, secondo l’Antimafia, sarebbe stata favorita anche dai legami familiari: Romito avrebbe infatti consolidato la propria posizione dopo aver sposato la nipote di Gemma Donnarumma, moglie del capoclan ergastolano Valentino Gionta

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