Napoli – Un’impennata dei contagi che ha spinto il Comune ad adottare misure drastiche: il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato oggi un’ordinanza contingibile e urgente per contenere la diffusione dell’epatite A sul territorio cittadino. Il provvedimento arriva dopo la segnalazione del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro, che ha rilevato una diffusione del virus nettamente superiore agli standard degli ultimi anni: dieci volte oltre la media del decennio e addirittura 41 volte rispetto all’ultimo triennio.
L’escalation dei contagi – I numeri mostrano una crescita rapida: dai 3 casi registrati a gennaio si è passati ai 19 di febbraio, fino ai 43 casi nei primi diciannove giorni di marzo. Complessivamente, dall’inizio dell’anno si contano circa 150 casi e una cinquantina di ricoveri. Solo il 19 marzo si sono registrati 14 ricoveri all’ospedale Cotugno, con un uomo di 46 anni trasferito al Cardarelli in condizioni critiche.
Le misure adottate – Per contenere il rischio di contagio, l’ordinanza introduce il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici, comprese le attività con consumo sul posto e quelle di produzione per consumo immediato. Il divieto è accompagnato dalla raccomandazione alla cittadinanza di evitare il consumo di molluschi crudi anche in ambito domestico. Rafforzati inoltre i controlli da parte degli organi competenti. Le sanzioni previste sono pesanti: si va da 2.000 a 20.000 euro. In caso di recidiva è prevista la sospensione dell’attività da 1 a 30 giorni, fino alla possibile revoca dell’autorizzazione. Le misure resteranno in vigore fino a una nuova valutazione del quadro epidemiologico da parte dell’Asl Napoli 1 Centro.
Cos’è l’epatite A – Si tratta di una malattia acuta del fegato causata dal virus Hav, trasmessa principalmente per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di cibi o acqua contaminati. I sintomi possono comparire dopo un periodo di incubazione di due-sei settimane e includono nausea, vomito, diarrea, febbre, dolori addominali, ittero, urine scure e feci chiare.
Modalità di contagio – Il virus si diffonde soprattutto tramite contatto diretto tra persone o attraverso alimenti non cotti a sufficienza, in particolare molluschi provenienti da acque contaminate. Più raramente può essere trasmesso tramite trasfusioni o contatti fisici a rischio.
Decorso e rischi – Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno, ma può risultare debilitante per settimane o mesi. Le forme più gravi, seppur rare, possono portare a insufficienza epatica acuta, soprattutto nei soggetti anziani. La letalità è generalmente bassa, tra lo 0,1% e lo 0,3%, ma può aumentare fino all’1,8% negli over 50.
Terapie e vaccino – Non esiste una cura antivirale specifica: il trattamento è sintomatico e prevede idratazione e adeguata nutrizione. Il ricovero è necessario solo nei casi più gravi. È disponibile un vaccino efficace, che garantisce protezione dopo poche settimane e viene somministrato in due dosi a distanza di sei mesi.
Prevenzione – Le principali misure restano quelle igienico-sanitarie: lavaggio frequente delle mani, attenzione alla sicurezza alimentare, consumo di cibi ben cotti e comportamenti sessuali protetti. Il consumo di frutti di mare crudi, in particolare se provenienti da acque contaminate, rappresenta uno dei principali fattori di rischio, soprattutto nelle regioni del Sud dove questa abitudine è più diffusa.

