Furgone di onoranze funebri incendiato in Irpinia: indagini su possibile raid doloso

di Redazione

Lauro (Avellino) – Un mezzo ridotto a un ammasso di lamiere annerite, divorato dalle fiamme nel giro di pochi minuti. È lo scenario che si sono trovati davanti i soccorritori nella serata di ieri, quando un furgone appartenente a un’impresa di onoranze funebri è stato incendiato nei pressi dell’ex campo sportivo comunale. A far scattare l’allarme, poco dopo le ore 20, è stato un sottufficiale dell’Aeronautica militare residente in zona, seguito da altre segnalazioni di cittadini e automobilisti di passaggio. Il veicolo, parcheggiato in un terreno lungo una traversa di via Tito e Costanzo Angelini, era già completamente avvolto dalle fiamme.

L’intervento – Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno potuto solo mettere in sicurezza l’area, vista la violenza del rogo che ha distrutto interamente il furgone. Presenti anche gli agenti del commissariato della polizia di Stato di Lauro, diretti dal vice questore Elio Iannuzzi, che hanno avviato immediatamente i rilievi per ricostruire la dinamica e individuare eventuali punti di innesco.

Le indagini – I primi accertamenti fanno propendere per un’azione dolosa. Nel mirino sarebbe finita una ditta di onoranze funebri operativa nel Vallo Lauro, proprietaria del mezzo incendiato. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili anche attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Il titolare dell’azienda è stato già ascoltato dagli agenti e, secondo quanto emerso, avrebbe escluso di aver ricevuto minacce o richieste estorsive. Nonostante ciò, tra le ipotesi al vaglio resta anche quella legata al racket, senza escludere altre piste.

I precedenti – A poca distanza dal luogo dell’incendio, nei giorni scorsi si era registrato un tentativo di rogo ai danni di un’attività commerciale. Al momento, però, gli inquirenti ritengono che i due episodi non siano collegati, pur essendosi verificati a breve distanza temporale e geografica. Le indagini proseguono per chiarire responsabilità e movente di un episodio che riaccende l’attenzione su possibili azioni intimidatorie nel territorio.

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