Aveva quasi portato via i ricordi di una vita: medagliette, orologi, bracciali e perfino le fedi dei genitori della vittima. Ma il piano si è fermato appena fuori dal portone, dove ad attenderlo c’erano gli agenti della polizia di Stato. Così è finito in manette un 52enne napoletano, accusato di aver tentato, a Milano, una truffa ai danni di un’anziana di 86 anni, ipovedente.
Il raggiro telefonico – Tutto è iniziato con una telefonata. Un uomo, spacciandosi per un militare della Guardia di Finanza, ha contattato la donna sostenendo che un’auto riconducibile alla sua famiglia fosse coinvolta in una rapina. Per evitare conseguenze giudiziarie, le ha spiegato che sarebbe stato necessario verificare i beni preziosi presenti in casa. La richiesta era precisa: preparare tutti gli oggetti di valore e consegnarli a un incaricato che sarebbe passato di lì a poco per un presunto “confronto” con i proventi del colpo.
L’arrivo del truffatore – Nel pomeriggio di giovedì, in via Neera, nel quartiere Stadera, una pattuglia dei Falchi della sesta sezione della polizia di Stato, impegnata in un servizio contro i reati predatori, ha notato un uomo scendere da un taxi con atteggiamento guardingo e nervoso. Dopo aver citofonato a uno stabile è entrato rapidamente, per poi uscire pochi minuti dopo. Il comportamento ha insospettito gli agenti, che hanno deciso di fermarlo.
Il bottino e il fermo – Addosso al 52enne sono stati trovati numerosi monili in oro e argento: gioielli per un peso complessivo di circa 335 grammi. Poco prima l’uomo si era fatto aprire dall’anziana, ormai confusa dalla telefonata ricevuta, e aveva preso una busta contenente i preziosi custoditi in casa. Il bottino comprendeva oggetti accumulati nel corso degli anni: ciondoli, spille, orologi, bracciali e ricordi familiari.
L’arresto e la restituzione dei preziosi – Il sospettato, arrivato a Milano da Napoli il giorno precedente e già con precedenti, è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata. Nel suo caso è stata applicata una delle prime volte l’aggravante che consente l’arresto obbligatorio in flagranza per questo tipo di reato. Dopo gli accertamenti di rito è stato trasferito nel carcere milanese di San Vittore. Tutti i gioielli sono stati restituiti alla proprietaria. IN ALTO IL VIDEO

