Due comunità si preparano a fermarsi per l’ultimo saluto a Michele Pirozzi e Maria Magliocco, i fidanzati morti dopo il volo nel vuoto dalle Ripe Rosse, a Montecorice, nel Salernitano. Domani le esequie: alle ore 10, a Ponte Barizzo, nel territorio di Capaccio Paestum, per il 29enne; alle ore 15 a Pisciotta per la 24enne.
L’inchiesta – Sul fronte giudiziario, la Procura di Vallo della Lucania ha iscritto nel registro degli indagati il 42enne alla guida del furgone coinvolto nello scontro con l’auto dei due giovani. L’ipotesi di reato è omicidio stradale plurimo. L’uomo, un pasticciere della zona, è risultato negativo all’alcol test ma positivo al narcotest; si attendono le controanalisi. Agli investigatori avrebbe riferito che l’auto procedeva a velocità sostenuta e che, per evitare l’impatto, sarebbe stato costretto a una manovra improvvisa finendo ai margini della carreggiata. Sul posto, tuttavia, non sarebbero stati rilevati segni di frenata. “Non mi ricordo più a che ora è successo. Lo scontro è stato più frontale che laterale. Non lo so, non lo so se sono risultato positivo al test antidroga. Mi spiace per i ragazzi e mi dispiace pure per me”, ha detto il 42enne al programma Rai “Ore 14”.
La dinamica – L’incidente si è consumato venerdì sera lungo la costiera cilentana, in località Ripe Rosse. Dopo l’impatto, la vettura ha sfondato la protezione laterale ed è precipitata per oltre 100 metri, finendo in mare. I corpi dei due ragazzi sono stati ritrovati sugli scogli, sbalzati fuori dall’abitacolo durante la caduta.
Gli accertamenti – Nel pomeriggio di ieri, all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, è stata eseguita l’autopsia sui corpi dei giovani da parte del medico legale Adamo Maiese, alla presenza dei consulenti nominati dalle famiglie. Disposti anche gli esami tossicologici, i cui esiti sono attesi tra circa 60 giorni. Presenti gli avvocati Antonello Natale per la famiglia Pirozzi, Antonio Mondelli e Giuseppe Caceci per la famiglia Magliocco, oltre al difensore del 42enne, Luigi Cafaro.
Le ultime ore prima della tragedia – Resta ancora da chiarire cosa sia accaduto poco prima dello schianto. La coppia si era recata alla guardia medica di Montecorice, probabilmente per un malore della ragazza. Qui sarebbe nato un diverbio con il medico di turno, tanto da richiedere l’intervento dei carabinieri. Prima dell’arrivo dei militari, però, i due si sono allontanati in auto in direzione Capaccio Paestum, per poi invertire la marcia e tornare verso Agnone Cilento, borgo legato alla famiglia del 29enne. È proprio durante questo tragitto che si è verificato l’impatto e la successiva caduta nel vuoto.
I punti da chiarire – Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione anche sulle condizioni della ringhiera e del muretto che delimitano la carreggiata nel punto dell’incidente. La barriera, composta da due tubolari, sarebbe risultata ammalorata in più punti. Un elemento che potrebbe aprire nuovi sviluppi nell’indagine con l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti. Ulteriori riscontri potrebbero arrivare dall’analisi dei telefoni cellulari delle vittime e dalla verifica della presenza di una scatola nera sull’auto, che però non è stata ancora recuperata dalla scarpata.

