Reggia di Caserta, oltre 270mila visitatori per “Regine”: chiude la mostra evento

di Redazione

Cala il sipario su una delle esposizioni più partecipate degli ultimi anni alla Reggia di Caserta. Dopo oltre quattro mesi di apertura e un’affluenza che ha superato le 270mila presenze, si conclude oggi, 4 maggio, la mostra Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa, prorogata rispetto alla data inizialmente fissata del 20 aprile per l’elevato interesse registrato fin dal debutto del 20 dicembre 2025.

Un successo oltre le attese – Curata da Tiziana Maffei e Valeria Di Fratta, e organizzata dal Museo della Reggia di Caserta in collaborazione con Opera Laboratori e con il patrocinio del Network of European Royal Residences, l’esposizione ha raccolto oltre 200 opere provenienti da tutta Europa. Un risultato che consolida il valore scientifico e divulgativo del progetto, capace di restituire centralità al ruolo delle regine nelle relazioni culturali e diplomatiche tra Napoli e il contesto europeo. Allestita nella Gran Galleria e inserita nel percorso degli Appartamenti Reali, la mostra è stata accompagnata da un fitto calendario di iniziative e visite tematiche.

Le protagoniste della storia europea – Il percorso espositivo ha acceso i riflettori su dodici sovrane, da Elisabetta Farnese a Maria Josè del Belgio, passando per Maria Amalia di Sassonia, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, Giulia Clary, Carolina Murat, Maria Isabella, Maria Cristina di Savoia, Maria Teresa d’Asburgo-Teschen, Maria Sofia di Baviera ed Elena di Montenegro. Un racconto articolato che, anche attraverso gli incontri Un tè con le Regine, ha contribuito ad alimentare un confronto culturale intenso e partecipato.

Il finissage tra teatro e narrazione – Per l’ultimo giorno, il Museo ha scelto il linguaggio delle arti performative affidandosi a Mutamenti / Teatro Civico 14. Le performance, dirette da Roberto Solofria, con assistente alla regia Marica Palmiero, hanno coinvolto un cast di attori e attrici tra cui Ilaria Delli Paoli, Michele Brasilio, Stefania Remino, Sara D’Aiello e Nicola Lieto, con la partecipazione di Federica Mocciaro, Vincenzo Zarrillo, Angela Vollaro e Alessandro Bernard.

La voce dei curatori – «Questa esposizione ha mostrato quanto una mostra possa diventare uno spazio vivo di ricerca, relazione e partecipazione culturale. – afferma Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta e co-curatore – Attraverso opere, documenti e linguaggi diversi, il progetto ha restituito complessità e profondità a figure femminili che hanno inciso nella costruzione delle relazioni culturali e diplomatiche, aprendo nuove prospettive di lettura della storia e del ruolo delle donne nella formazione dell’identità europea, in un momento particolarmente importante. L’eccezionale partecipazione del pubblico e il notevole apprezzamento — con visitatori tornati più volte e una presenza costante agli incontri di approfondimento — racconta un dato importante: esiste un desiderio autentico di conoscenza, di confronto e di esperienze culturali capaci di unire rigore scientifico e accessibilità anche attraverso i linguaggi diversi dell’arte. Questa mostra ha anche dimostrato quanto sia fondamentale il dialogo tra istituzioni a livello nazionale e internazionale, la condivisione del patrimonio e la collaborazione tra musei, archivi e centri di ricerca. È da queste relazioni che nasce la possibilità di costruire progetti culturali capaci non solo di esporre opere, ma di generare nuove conoscenze e nuove consapevolezze. Particolarmente significativo è stato inoltre il lavoro di riscoperta di opere provenienti da depositi e sottoconsegne, che tornano oggi a far parte di una narrazione condivisa e di un patrimonio restituito alla collettività. “Regine” dimostra che il museo è luogo dinamico di produzione culturale, dove studio, bellezza, partecipazione e ricerca possano incontrarsi e offrire strumenti per leggere il presente attraverso la profondità della storia».

«Raccontare la storia delle Regine protagoniste di questa mostra – spiega Valeria Di Fratta, storico dell’arte del Museo e co-curatore – ha rappresentato una vera sfida. La selezione di opere d’arte, documenti e oggetti che potessero sostenere una narrazione così complessa, capace di unire i fili delle storie di donne molto diverse per personalità, qualità umane, cultura e interessi, ma accomunate nei destini – spesso drammatici – e nel ruolo, ha richiesto una riflessione attenta sul messaggio da veicolare, per evitare di incorrere in possibili rischi di banalizzazione, legati a una visione edulcorata del ruolo regale al femminile, così sedimentato nell’immaginario collettivo. L’opportunità preziosa di essere in rete con le principali residenze reali europee ci ha consentito di accogliere in mostra oggetti particolarmente significativi, non solo per l’elevata qualità artistica delle manifatture, ma anche per il loro valore simbolico, quali testimonianze materiali in grado di connetterci in maniera più diretta con la vita pubblica e privata, talvolta intima, di queste regine vissute fra Napoli e l’Europa. In questo racconto, molte opere custodite alla Reggia di Caserta, rilette nel contesto espositivo, hanno trovato nuove prospettive e interpretazioni, arricchendo di ulteriore qualità la narrazione storica e artistica. La più grande soddisfazione è certamente l’impatto emotivo che la mostra è riuscita ad avere in questi mesi sul pubblico, generando sentimenti di empatia e identificazione con le regine, ma anche una partecipazione attiva agli approfondimenti condotti da eccellenti studiosi, ispirata dal desiderio di una maggiore conoscenza».

Partner – L’esposizione è stata realizzata dalla Reggia di Caserta in collaborazione con Opera Laboratori, con il finanziamento della Regione Campania attraverso l’Accordo per la Coesione. Tra i partner territoriali figura La Reggia Designer Outlet, con il supporto del Consorzio UnicoCampania. SOTTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA (foto di Marco Ferraro)

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