Trentola Ducenta (Caserta) – Sei anni al buio, senza corrente elettrica e riscaldamento, in un appartamento illuminato solo da candele e torce. È la condizione in cui vivono Maria Luisa e la madre Anna, 82 anni, in una palazzina di famiglia diventata teatro di uno scontro acceso con il figlio e fratello Giuseppe. Una vicenda finita sotto i riflettori nazionali con un servizio de Le Iene, realizzato da Filippo Roma, che ha portato alla luce una situazione di forte disagio abitativo e tensione familiare.
La vita senza elettricità – Nell’abitazione al pian terreno, dove le due donne risiedono da anni, manca tutto ciò che è essenziale: niente luce, niente riscaldamento, elettrodomestici inutilizzabili. Il frigorifero è diventato un semplice mobile, mentre gli alimenti vengono conservati all’esterno, vicino alla finestra. L’acqua viene scaldata sul fuoco. Una quotidianità segnata da soluzioni di fortuna e condizioni difficili, documentate dalle telecamere del programma. Secondo Maria Luisa e la madre, la responsabilità sarebbe del fratello Giuseppe che avrebbe disattivato la fornitura elettrica per costringerle a lasciare l’immobile. Il contatore si troverebbe in una zona dell’edificio a cui le due donne non possono accedere.
La disputa sulla proprietà – Alla base del conflitto ci sarebbe la gestione della palazzina di tre piani, inizialmente acquistata dalla madre Anna. L’immobile sarebbe poi passato di proprietà a uno dei tre figli, mentre la donna avrebbe mantenuto l’usufrutto di uno degli appartamenti. Secondo il loro racconto, Giuseppe e la moglie non vorrebbero più la loro presenza nello stabile. Maria Luisa riferisce anche di minacce e insulti quotidiani, mostrando all’inviato alcuni video registrati con il cellulare.
Il confronto con il figlio – Intercettato dall’inviato, Giuseppe respinge le accuse. Sostiene di non aver mai staccato la corrente e parla di un presunto guasto tecnico. Spiega, inoltre, di essere coinvolto in una causa giudiziaria, nata da una denuncia della madre per presunti maltrattamenti. Durante il confronto, l’uomo si dichiara disponibile a offrire una somma di denaro alle due donne affinché lascino l’appartamento, a patto che vengano ritirate le azioni legali. La madre indica una richiesta di 100mila euro, ritenuta però non sostenibile dal figlio.
Denunce e sopralluoghi – Le due donne si rivolgono ai carabinieri per denunciare la situazione. Dopo un mese, l’inviato torna sul posto: la corrente non è stata ancora ripristinata, nonostante un sopralluogo effettuato dai carabinieri e da un’assistente sociale. Un nuovo tentativo di chiarimento con Giuseppe non porta risultati. L’uomo continua a parlare di un guasto, ma si oppone, insieme alla moglie, a qualsiasi verifica tecnica proposta. Anche l’intervento di carabinieri e vigili del fuoco non risolve la situazione: per procedere, spiegano, sarebbe necessario un provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Servizi sociali e Comune – L’inviato prova a ottenere chiarimenti anche dagli uffici dei servizi sociali del Comune, senza però ricevere risposte: gli impiegati evitano il confronto. Diverso l’atteggiamento del sindaco Michele Apicella, che assicura l’interessamento dell’amministrazione per affrontare il caso.
La soluzione temporanea – In attesa di sviluppi, le Iene trovano una soluzione d’emergenza: un’azienda di Napoli fornisce un generatore elettrico per alimentare l’appartamento. Un intervento provvisorio, che restituisce almeno in parte condizioni di vivibilità alle due donne. Guarda il video de Le Iene: CLICCA QUI

