Succivo (Caserta) – Un fiume di persone ha accompagnato, passo dopo passo, la Via Crucis “Alfonso Mitrano”, tornata a coinvolgere l’intero territorio atellano in una delle rappresentazioni più partecipate e identitarie dell’anno. Una manifestazione che va oltre il rito religioso e si traduce in un momento collettivo capace di unire generazioni, famiglie e volontari in un unico percorso condiviso.
Partecipazione e numeri – Oltre 300 le persone impegnate tra attori, figuranti, collaboratori e staff, a testimonianza di un’organizzazione imponente che apre, di fatto, la stagione dei grandi eventi locali. Il percorso si è snodato tra diversi centri dell’Agro Atellano: piazzetta della Resistenza a Sant’Arpino, piazza IV Novembre e piazzetta Caduti sul Lavoro a Succivo, fino al piazzale Montegrappa, teatro delle scene finali.
Le scene e il percorso – Nel tratto conclusivo si sono susseguite alcune delle rappresentazioni più significative: Erode-Battista (prima parte), Erode (seconda parte), la tentazione di Gesù nel deserto, il miracolo della figlia di Jairo, il processo di Pilato, la Crocifissione, la scena di Maria con Gesù risorto e la Resurrezione finale. Un racconto scenico intenso che ha mantenuto alta l’attenzione del pubblico fino all’ultimo momento.
Le radici della tradizione – La manifestazione affonda le sue origini nel 1978, quando Alfonso Mitrano diede vita al progetto, coinvolgendo sin da subito amici e familiari. Un’eredità raccolta oggi dal figlio Antonio Mitrano, che porta avanti l’iniziativa con il supporto dei fratelli Salvatore e Antonio e di una vasta rete di collaboratori.
Le parole degli organizzatori – “La Via Crucis Alfonso Mitrano non è un evento che si esaurisce in un giorno. È un percorso che dura tutto l’anno, fatto di incontri, impegno, relazioni e condivisione. È una grande famiglia che cresce nel tempo e che tiene unite le persone ben oltre la rappresentazione. Un pensiero speciale va a quanti hanno collaborato per il corretto svolgimento della manifestazione ma soprattutto a chi lavora dietro le quinte: staff, sarte, servizio sicurezza. Senza di loro non riusciremmo a garantire quella che è una delle più imponenti Via Crucis in ambito regionale. Il vero significato di questa manifestazione sta nella sua capacità di creare legami autentici, di far sentire tutti parte di qualcosa di importante. Qui ognuno trova il proprio spazio e il proprio ruolo, e questo è ciò che rende la nostra comunità più forte e più unita. Vedere così tante persone partecipare, collaborare e riconoscersi in questo progetto è la dimostrazione che il valore sociale della Via Crucis è enorme. Non è solo tradizione, è identità, è appartenenza, è comunità viva”, ha sottolineato il preside Antonio Mitrano.
Il sindaco Papa: “Forte senso di appartenenza” – Apprezzamento anche da parte del sindaco di Succivo, Salvatore Papa: “Eventi come la Via Crucis ‘Alfonso Mitrano’ rappresentano il cuore pulsante della nostra comunità. Sono momenti in cui tradizione, fede e partecipazione si fondono, offrendo un’immagine autentica e positiva del nostro territorio. Il coinvolgimento di centinaia di cittadini dimostra quanto sia forte il senso di appartenenza e quanto queste iniziative siano fondamentali per rafforzare i legami sociali, soprattutto tra le nuove generazioni. A nome dell’Amministrazione comunale desidero ringraziare il comitato organizzatore, i volontari e tutti coloro che, con passione e dedizione, rendono possibile ogni anno questo straordinario evento”.

