Aversa (Caserta) – La Quaresima come itinerario di liberazione, sul modello del popolo di Israele che lascia la schiavitù d’Egitto per dirigersi verso la terra promessa. È questa la chiave di lettura offerta da Angelo Spinillo, vescovo della Diocesi di Aversa, nel commento alla Parola della quinta domenica di Quaresima, quella del prossimo 22 marzo.
Il significato del cammino – “La terra promessa è la pienezza del bene: un cammino di liberazione, dunque, che apre l’umanità a orizzonti nuovi”, sottolinea il presule, richiamando il senso profondo di questo tempo liturgico come percorso di crescita spirituale e di rinnovamento interiore.
La risurrezione e la misericordia – Al centro della riflessione, la contemplazione di Gesù che risuscita i morti, segno della misericordia divina. “Ci annunzia la misericordia di Dio che libera l’umanità dal più terribile dei suoi limiti, la morte stessa”, spiega il vescovo, indicando nella fede un orizzonte che supera i confini dell’esistenza terrena.
La morte di Lazzaro – Un passaggio che sembra segnare la fine, ma che in realtà apre alla pienezza della vita eterna. “Sembra porre fine ai suoi giorni, ma non alla pienezza della vita nell’eternità, che si avverte tutte le volte che sentiamo di poter amare il bene in una dimensione che va oltre il tempo e oltre le circostanze”, evidenzia Spinillo.
Il richiamo di San Francesco – Il vescovo richiama anche le parole del santo di Assisi: “Sorella morte”, un’espressione che invita a considerare l’ultimo momento non come un limite, ma come apertura alla comunione piena con Dio. “Invitandoci a vivere ogni momento della nostra esistenza come un dialogo con l’eternità e a sentire anche quel momento finale dei nostri giorni sulla terra come ciò che ci apre a ciò che non si misura, ma a ciò che è davvero pienezza di comunione con la vita, con la vita eterna, con la vita di Dio nostro Padre”. IN ALTO IL VIDEO

