Iran, Israele dà Khamenei “molto probabilmente” per morto, ma Teheran smentisce

di Redazione

Nel pieno dell’attacco israelo-statunitense all’Iran e della rappresaglia con missili e droni che sta investendo Israele e le basi americane nella regione, si apre un fronte decisivo anche sul piano simbolico e politico: il destino della guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei. Da una parte fonti israeliane sostengono che “non sia più tra noi” e che un’eventuale apparizione pubblica sarebbe sorprendente; dall’altra Teheran, per bocca del ministro degli Esteri, afferma che è vivo. Un’incertezza che si intreccia con un quadro di escalation in continua espansione, tra attacchi nel Golfo, nuove esplosioni negli Emirati e riunioni straordinarie all’Onu e nell’Unione europea.

L’attacco e la rappresaglia – Nelle ore precedenti Israele e Stati Uniti hanno lanciato un’azione definita “attacco preventivo” contro obiettivi iraniani (leggi qui), con chiusura degli spazi aerei e stato di emergenza dichiarato in Israele. Teheran ha risposto con missili balistici e droni: una prima ondata è stata segnalata verso Israele e, a cascata, la crisi si è allargata alle principali basi e infrastrutture americane e dei Paesi alleati nel Golfo, mentre diversi Stati della regione hanno chiuso lo spazio aereo e attivato misure di emergenza. Sul piano politico-diplomatico, si sono moltiplicate le reazioni internazionali e le iniziative di monitoraggio e assistenza ai cittadini all’estero.

Israele: “Saremmo scioccati se apparisse in diretta” – Un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Channel 1: “Rimarremmo scioccati se Khamenei apparisse in diretta. Secondo la nostra valutazione, non è più tra noi, ma stiamo aspettando una conferma definitiva”. Secondo un’altra fonte israeliana a N12, la guida suprema iraniana “molto probabilmente non è sopravvissuta agli attacchi”. Nelle stesse ore, viene riferito che “si sono persi tutti i contatti” con Khamenei: secondo Walla, da diverse ore nessuno riuscirebbe a mettersi in contatto con l’ayatollah e il suo destino, dopo che il suo complesso residenziale a Teheran sarebbe stato raso al suolo, non è certo. Pochi minuti prima, N12 aveva sostenuto che Khamenei fosse “almeno ferito”. Secondo quanto riportato, funzionari iraniani avrebbero promesso di pubblicare presto una registrazione di Khamenei.

Ministro di Teheran smentisce: “Per quanto ne sappia è ancora vivo” – “Per quanto ne sappia”, Khamenei è ancora vivo: lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista concessa a Nbc News. Lo stesso Araghchi, aggiunge l’emittente statunitense, ha riferito che negli attacchi di Usa e Israele sono morti “due comandanti”, mentre i più alti esponenti della leadership iraniana sarebbero sopravvissuti. Nbc News precisa di non aver potuto verificare indipendentemente tali informazioni. In un ulteriore passaggio, Araghchi ha commentato: “Quasi tutti gli alti ufficiali sono vivi e stanno bene. Magari ne abbiamo persi uno o due, ma non è un grande problema”. Ha smentito inoltre le notizie della morte di Khamenei e del presidente Pezeshkian. Sulla partecipazione degli Stati Uniti, ha aggiunto: “Non so perché gli Usa si ostinino a iniziare un negoziato e poi, nel bel mezzo della trattativa, attacchino l’altra parte. Magari sono altri che hanno trascinato gli Stati Uniti in questo conflitto per il loro vantaggio”.

Reuters: uccisi Pakpour e Nasirzadeh, Iran International: morto Shamkhani – Sul fronte delle figure di vertice, il comandante delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane, il generale Mohammad Pakpour, e il ministro della Difesa iraniano Amir Nasirzadeh sarebbero stati uccisi durante i raid: lo hanno riferito a Reuters tre fonti vicine alla vicenda. Secondo il canale televisivo d’opposizione Iran International, anche il segretario del Consiglio di Difesa iraniano Ali Shamkhani sarebbe rimasto ucciso nei raid israeliani. Shamkhani, ex comandante dei pasdaran e ministro della Difesa, negli ultimi anni avrebbe svolto un ruolo centrale nel coordinamento tra leadership politica e militare.

Arabia Saudita: “Attacchi codardi su Riad, ci riserviamo di rispondere” – L’Arabia Saudita ha confermato che l’Iran ha colpito la capitale Riad e la regione orientale, avvertendo che si riserva il diritto di difendersi, anche attraverso una ritorsione. Il ministero degli Esteri saudita, in un comunicato, afferma che Riad “ha espresso la sua più forte condanna degli attacchi sfacciati e codardi iraniani contro Riad e le provincie orientali” e che “alla luce di questa aggressione ingiustificata” il Regno “prenderà tutte le misure necessarie per difendere la propria sicurezza e proteggere il proprio territorio, i cittadini e i residenti, compresa l’opzione di rispondere all’aggressione”.

Emirati: nuove intercettazioni e frammenti su Abu Dhabi – Nuove esplosioni sono state avvertite a Dubai, dove già in mattinata erano stati intercettati missili iraniani: lo riferiscono testimoni sul posto. Gli Emirati arabi uniti hanno reso noto di aver intercettato “con successo” una seconda ondata di missili lanciati dall’Iran, con alcuni frammenti caduti su Abu Dhabi, questa volta senza causare vittime, dopo che in precedenza era rimasto ucciso un civile. Lo ha comunicato il ministero della Difesa emiratino.

La scuola di Minab: il bilancio sale a 53 – Il portavoce del ministero dell’Istruzione iraniano ha aggiornato il bilancio delle vittime nella scuola femminile colpita durante il raid israelo-statunitense, specificando che i morti sono saliti a 53. “Finora, il numero dei martiri del brutale attacco degli Stati Uniti e del regime sionista alla scuola femminile di Minab ha raggiunto quota 53”, ha osservato il portavoce, secondo quanto riferisce l’agenzia iraniana Irna. Araghchi ha commentato così il raid: “L’edificio distrutto è una scuola primaria femminile nel sud dell’Iran. È stato bombardato in pieno giorno, quando era pieno di giovani alunne”. E su X ha denunciato: “Decine di bambini innocenti sono stati uccisi solo in questo sito. Questi crimini contro il popolo iraniano non resteranno senza risposta”. Nello stesso aggiornamento viene indicato che l’attacco ha provocato la morte di “almeno 51 persone”.

Macron, Starmer e Merz: “Fermate gli attacchi indiscriminati, tornare ai negoziati” – “Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi iraniani contro i Paesi del Medio Oriente. L’Iran deve astenersi da attacchi militari indiscriminati. Lanciamo un appello alla ripresa dei negoziati ed esortiamo i dirigenti iraniani a cercare una soluzione negoziata”: lo scrivono in una dichiarazione congiunta Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friederich Merz, secondo quanto informa l’Eliseo. In un lungo post su X, Macron ha aggiunto un appello all’Iran a “restituire la parola al popolo” sul futuro del Paese, sostenendo che il regime di Teheran “non ha altra opzione” che negoziare “in buona fede” lo smantellamento del suo programma nucleare e balistico. “Il popolo iraniano deve anche poter costruire liberamente il suo futuro”, ha scritto il presidente francese.

Zelensky: “Occasione per liberarsi del regime, ma evitare l’espansione della guerra” – “È giusto dare al popolo iraniano l’opportunità di liberarsi di un regime terrorista e garantire sicurezza a tutte le nazioni che hanno subito il terrore proveniente dall’Iran”: così su X Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino ricorda che, “sebbene gli ucraini non abbiano mai minacciato l’Iran, il regime iraniano ha scelto di diventare complice” della Russia di Vladimir Putin “fornendole droni ‘Shahed’” e altre armi. Zelensky sostiene quindi che sia “importante preservare quante più vite possibile” e “prevenire l’espansione della guerra”, chiedendo che “gli Stati Uniti agiscano con decisione”, perché “laddove c’è la determinazione americana, i criminali globali si indeboliscono”.

Trump: “Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano” – “Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano”: lo ha detto Donald Trump in una breve intervista telefonica con il Washington Post poco dopo le quattro del mattino. “Voglio una nazione sicura, ed è ciò che avremo”, ha aggiunto il presidente, nelle prime dichiarazioni di rilievo dopo l’annuncio dell’attacco contro l’Iran.

Onu e Unione europea: riunioni straordinarie – Il Consiglio di sicurezza dell’Onu è stato convocato per le ore 16 di New York, le ore 22 italiane, sulla crisi in Medio Oriente innescata dall’attacco all’Iran di Stati Uniti e Israele: lo ha comunicato l’ufficio del portavoce delle Nazioni Unite. Sul fronte europeo, i Rappresentanti permanenti dei 27 Paesi membri dell’Unione europea terranno domani nel tardo pomeriggio una riunione straordinaria in relazione all’attacco israelo-statunitense: lo scrive Politico, citando un diplomatico europeo. La presidenza convocherà inoltre una riunione virtuale del gruppo di lavoro “Affari consolari” per esaminare la situazione dei cittadini dell’Unione europea nella regione, prima della riunione dei Rappresentanti permanenti.

La Cina: “Rispettare sovranità e integrità territoriale, cessare le operazioni” – La Cina è “fortemente preoccupata” per gli attacchi militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “La sovranità nazionale, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran devono essere rispettate”: lo si legge in una nota del ministero degli Esteri cinese, in cui Pechino chiede “l’immediata cessazione delle operazioni militari” per evitare un’ulteriore escalation e per “riprendere il dialogo e i negoziati” al fine di “mantenere la pace e la stabilità in Medio Oriente”.

Militari italiani e personale industriale: “nei bunker”, ipotesi evacuazioni – Sono nei bunker e in sicurezza i militari italiani presenti nelle diverse basi nei Paesi del Medio Oriente prese di mira dalla controffensiva di Teheran dopo l’attacco di Israele e Usa: lo si apprende da fonti qualificate. Le stesse fonti non escludono una possibile evacuazione del personale italiano in Iran a partire da lunedì. Nel dettaglio, in Iraq ci sarebbero circa 350 militari nei bunker e negli shelter. E negli shelter sarebbero anche i circa 250 dipendenti Leonardo che operano nell’area della base di Al Salem in Kuwait, attaccata probabilmente da milizie filo iraniane; illesi risulterebbero anche i militari presenti nella base. Anche nella base vicino ad Amman, in Giordania, i circa 70 militari italiani sarebbero nei bunker.

Qatar: “Seconda raffica neutralizzata, tutti i missili intercettati” – Una seconda raffica di missili lanciata in direzione del Qatar è stata “intercettata e neutralizzata” con successo, ha dichiarato il ministero della Difesa del Qatar in un post su Instagram. “Tutti i missili in arrivo sono stati intercettati e distrutti prima di raggiungere il territorio qatariota”, ha affermato il ministero, ribadendo che le forze armate del Qatar dispongono di “piene capacità e risorse” per garantire la sicurezza del Paese, e invitando i cittadini a mantenere la calma e a seguire le istruzioni ufficiali.

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