Israele e Usa colpiscono l’Iran. Teheran risponde: missili su Tel Aviv, Dubai e basi americane nel Golfo

di Redazione

Un’operazione definita “attacco preventivo”, lo stato di emergenza dichiarato in previsione della risposta, lo spazio aereo chiuso e, poche ore dopo, la prima ondata di missili iraniani già diretta verso Israele. L’escalation tra Israele, Stati Uniti e Iran irrompe in una nuova fase, dopo settimane di tensioni legate al programma nucleare di Teheran e alla repressione interna delle proteste, con migliaia di vittime tra i manifestanti. Nel frattempo l’Idf ha rilevato la prima ondata di missili iraniani diretti verso Israele: circa 30 testate balistiche lanciate verso Tel Aviv, con sirene in tutto lo Stato ebraico e l’ordine alla popolazione di spostarsi nei bunker anti-aerei.

La linea di Washington: “eliminare minacce” e stop al nucleareDonald Trump ha rivendicato l’azione in un video pubblicato su Truth: “Abbiamo iniziato una grande operazione in Iran. L’obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”. “Distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l’Iran non abbia il nucleare. Il regime imparerà a breve che non bisogna sfidare la forza delle forze armate americane”. Il presidente ha ammesso che “potrebbero esserci delle vittime” e ha aggiunto: “Abbiamo cercato ripetutamente di raggiungere un accordo. Ci abbiamo provato”. In un altro passaggio ha ribadito: “L’Iran non può avere un’arma nucleare… Questo regime terroristico non potrà mai avere un’arma nucleare. Lo ripeto: non potranno mai avere un’arma nucleare”. Poi l’avvertimento: “Ai membri delle Guardie Rivoluzionarie, delle forze armate e della polizia dico: deponete le armi e sarete trattati giustamente con l’immunità totale o affronterete una morte certa”. E l’appello alla popolazione: “Al grande e orgoglioso popolo iraniano: l’ora delle libertà è vicina. State al riparo, non lasciate le vostre abitazioni, è molto pericoloso là fuori. Ci sono bombe che cadono ovunque”.

Teheran sotto attacco: esplosioni, fumo e obiettivi in più città – Almeno tre esplosioni, secondo quanto riporta Al Jazeera, sono state registrate sulla capitale iraniana, con immagini di alte colonne di fumo su Teheran. Secondo fonti media locali una delle esplosioni sarebbe avvenuta vicino agli uffici della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei: non è chiaro se l’86enne si trovasse nei suoi uffici in quel momento e, secondo la ricostruzione, non sarebbe stato visto pubblicamente da giorni a causa dell’aumento delle tensioni con gli Stati Uniti. Le esplosioni a Teheran continuano, anche nell’est e nel centro nord della città, ad esempio sul ponte Seyed Khandan, dove si trova il quartier generale congiunto delle forze armate: lo riferisce l’agenzia Tasnim. Filmati sui social media mostrano fitti fumi e missili in volo. Secondo quanto riferito da Tasnim, esplosioni sono state udite non solo nella capitale ma anche in diverse città iraniane, tra cui Isfahan, Qom, Lorestan, Kermanshah, Karaj e Tabriz. Missili anche su Bushehr dove si trova una centrale nucleare. Nel frattempo, l’Iran ha chiuso il suo spazio aereo.

Khamenei trasferito, la conta delle vittime e i blackout – La guida suprema iraniana, Khamenei, non si troverebbe a Teheran e sarebbe stata trasferita in una località sicura all’interno del Paese: lo ha riferito un funzionario iraniano all’agenzia Reuters, nel quadro delle misure adottate dopo i raid che hanno colpito la capitale e altre aree. Secondo i primi resoconti provenienti dall’Iran, si registrano gravi perdite tra le forze di sicurezza locali, con decine di morti e feriti tra le fila delle Guardie Rivoluzionarie, tra cui alcune figure chiave: lo riferisce la tv israeliana Channel 12, che segnala anche gravi interruzioni della rete dei cellulari. Sul fronte delle comunicazioni, viene indicato un blackout quasi totale di Internet, con la connettività ridotta a circa il 4% dei livelli normali.

Il “Ruggio del leone” – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha denominato Ruggito del leone l’operazione militare lanciata da Israele contro l’Iran, secondo quanto riferisce Haaretz. Sui bersagli, Axios parla di “raid mirati” con l’obiettivo di eliminare alti ufficiali iraniani e leader politici, tra cui il leader supremo Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian, aggiungendo che gli Stati Uniti non avrebbero partecipato direttamente a questi attacchi, limitandosi a fornire fuoco di copertura e a dirigere i suoi raid sulle infrastrutture militari chiave. Stando a Cnn, oltre a Khamenei, sarebbero stati presi di mira anche il capo di Stato maggiore delle forze armate Sayyid Abdolrahim Mousavi, il leader dei pasdaran Mohammad Pakpour, il segretario del Consiglio di difesa Ali Shamkhani e il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Ali Larijani. Secondo Reuters, è già iniziata la conta delle vittime, con la morte di numerosi comandanti dei pasdaran e funzionari politici. Israele “stima” che negli attacchi sull’Iran possa essere rimasto ucciso Shamkhani, considerato consigliere vicino alla guida suprema e uomo forte del programma nucleare: lo riferisce Channel 12. L’Idf ha reso noto di aver colpito centinaia di obiettivi nell’ovest dell’Iran, postando anche immagini di alcuni raid.

La rappresaglia: missili, droni e nuovi fronti regionali – I pasdaran annunciano: “Prepariamo una risposta schiacciante”. L’Iran si sta preparando a una rappresaglia e a una “risposta schiacciante” contro Israele dopo gli attacchi lanciati contro obiettivi iraniani, scrive Tasnim. È iniziata con una prima ondata di 30 missili balistici l’operazione Fateh Khyber, la rappresaglia contro Israele promessa dopo l’attacco “preventivo” attribuito a Israele e Stati Uniti. Gli Stati Uniti stanno invece portando avanti l’operazione Epic Fury. Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che l’Operazione True Promise 4 è stata lanciata “in risposta all’aggressione americano-sionista contro il territorio iraniano”, sostenendo che il quartier generale della Quinta flotta della Marina Usa in Bahrein è stato attaccato con missili e droni e che sono state colpite anche basi in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, “oltre ai centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele”. Secondo i media statali iraniani, il governo di Teheran considera tutte le basi americane del Medio Oriente e i luoghi di interesse per gli Stati Uniti “alla stregua di obiettivi di guerra”. Gli Houthi, milizia ribelle yemenita sostenuta dall’Iran, avrebbero annunciato la ripresa degli attacchi alle navi nello stretto di Bab-el-Mandeb, secondo due funzionari all’Associated Press.

Esplosioni a Dubai, Doha e in altri Paesi del Golfo – Suonano le sirene antiaeree in diversi Paesi del Medio Oriente. Bahrein, Giordania e Qatar hanno chiuso lo spazio aereo. L’ambasciata americana in Giordania ha ordinato ai dipendenti di rifugiarsi nei bunker, mentre quella in Qatar ha attivato un allarme “duck and cover”. Secondo Al Arabiya, ci sarebbero esplosioni in Bahrein, nei pressi del quartier generale della Quinta flotta Usa nella base militare di Juffair. I missili balistici iraniani stanno prendendo di mira le principali basi militari americane della regione: oltre al Bahrein, vengono citate la base aerea Ali Al Salem in Kuwait e obiettivi negli Emirati Arabi Uniti, con esplosioni segnalate nel cielo di Abu Dhabi. Vengono riferite esplosioni anche a Doha in Qatar, dove si trova la base Al Udeid, e nella zona di Abu Dhabi; secondo alcune fonti, anche la base americana di Al Dhafra sarebbe stata bersagliata. I media locali riferiscono di una persona uccisa dopo la caduta di resti di un missile iraniano intercettato in un’area residenziale. Prime esplosioni vengono registrate anche a Dubai, in particolare nella zona di Dubai Marina. Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato che una seconda raffica di missili verso il Paese è stata “intercettata e neutralizzata” e che “tutti i missili in arrivo sono stati intercettati e distrutti prima di raggiungere il territorio qatariota”.

Israele: intercettazioni e feriti durante la corsa ai rifugi – I sistemi di difesa aerea israeliani hanno intercettato diversi missili lanciati dall’Iran. Il portavoce dei soccorsi del Magen David Adom ha dichiarato che non sarebbero pervenute segnalazioni di attacchi missilistici andati a segno sul suolo israeliano. Le squadre di soccorso sono state inviate perché diverse persone sono rimaste ferite mentre cercavano rifugio verso le aree protette e altre hanno avuto attacchi di ansia.

Le mosse militari: 70mila riservisti richiamati – L’esercito israeliano ha annunciato che richiamerà circa 70mila riservisti nelle prossime ore e nei prossimi giorni per rafforzare le difese aeree del Paese, il Comando del Fronte Interno e la sicurezza lungo i confini. Secondo la stampa israeliana, l’arruolamento riguarda in particolare il fronte Nord, in preparazione di un possibile ampliamento dell’escalation anche con il Libano in caso di intervento di Hezbollah.

Le reazioni internazionali: Russia e Unione europea – Il ministero degli Esteri russo ha condannato gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele all’Iran come “un atto di aggressione armata pianificato e immotivato… in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale”, definendoli una “pericolosa avventura” che minaccia una “catastrofe” regionale. L’Alta rappresentante dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha scritto: “Gli ultimi sviluppi in Medio Oriente sono pericolosi. Il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone. I suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale”. “Ho parlato con il Ministro degli Esteri israeliano Saar e con altri ministri della regione. L’Ue sta inoltre collaborando strettamente con i partner arabi per esplorare percorsi diplomatici. La protezione dei civili e il diritto internazionale umanitario sono una priorità”.

Italia: unità di crisi, prudenza e sicurezza dei militari – Dal fronte italiano, il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato: “Seguo gli sviluppi della situazione in costante contatto con le Ambasciate d’Italia a Teheran ed a Tel Aviv. Priorità: la sicurezza dei nostri connazionali. Alla Farnesina al lavoro l’Unità di crisi”. In un punto stampa ha aggiunto: “Non so quanto convenga all’Iran indurire la situazione: più indurisce la situazione più vuol dire che il regime è in difficoltà… però la situazione può degenerare da un momento all’altro”. E sulla possibile chiusura dello Stretto di Hormuz ha spiegato: “Adesso stiamo vigilando con la missione Atalanta e la missione Aspides… ci auguriamo che sia sufficiente questo per garantire la libertà di circolazione”. Sul tema dei connazionali nell’area, Tajani ha detto che la raccomandazione alle “decine di migliaia” di italiani nel Medio Oriente e nel Golfo è di “non muoversi, di rimanere a casa o in albergo”, aggiungendo che “a Doha e Abu Dhabi” sono in via di installazione desk in aeroporto per dare assistenza. Sulla presenza in Iran: “In Iran ci sono poco meno di 500 italiani, quasi tutti sono residenti. Siamo pronti a evacuarli qualora ci fossero richieste”, con la possibilità di evacuazione in Azerbaigian, come avvenuto in occasione dell’ultima guerra citata dal ministro. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha scritto su X: “Desidero rassicurare che, allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto”, sottolineando che la priorità resta “la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali”.

Palazzo Chigi: contatti e indicazioni ai connazionali – A seguito dell’aggravarsi della crisi, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato e presieduto una conferenza telefonica con Tajani, il vice presidente del Consiglio Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, oltre ai sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence. In una nota viene spiegato che è stata analizzata la situazione “a partire dalla sicurezza dei cittadini italiani presenti in Medio Oriente” e che il Governo invita i connazionali “alla massima prudenza” e a seguire le indicazioni delle Ambasciate e della Farnesina. Nella stessa nota si legge che, “in questo momento particolarmente difficile”, l’Italia rinnova la vicinanza alla popolazione civile iraniana che “continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici” e che la presidente del Consiglio si terrà in contatto con alleati e leader della regione per sostenere iniziative di allentamento delle tensioni.

Vaticano: l’appello dell’ambasciatore iranianoMohammad Hossein Mokhtari, ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran presso la Santa Sede, ha dichiarato a LaPresse: “Mi aspetto con forza che le autorità vaticane, in particolare il Santo Padre Papa Leone XIV, condannino questa evidente aggressione… e richiamino ufficialmente i loro costanti appelli alla promozione della pace e della giustizia nel mondo”. E ancora: “In questa fase delicata… è dovere di tutti i leader religiosi e dei fedeli delle diverse religioni adottare iniziative concrete e costruttive per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale”.

Sicurezza in Italia: rafforzate le misure su obiettivi sensibili – Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo un confronto con il capo della polizia Vittorio Pisani, ha fatto diramare una disposizione urgente per sensibilizzare e rafforzare i dispositivi di sicurezza su obiettivi ritenuti di prioritaria sensibilità, statunitensi e israeliani, come sedi diplomatiche, consolati, strutture religiose e centri culturali. L’alert riguarda anche le strutture operative di pronto intervento sul territorio.

Le segnalazioni più gravi dal fronte iraniano – È salito a 40 il numero delle studentesse morte nell’attacco contro il distretto di Minab, nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan, in Iran: lo ha riferito l’agenzia Isna citando autorità locali. Le vittime sarebbero alunne di una scuola primaria femminile colpita durante bombardamenti attribuiti a Israele e Stati Uniti.

Nuove tensioni diplomatiche nel Golfo – Gli Emirati Arabi Uniti si riservano il “pieno diritto” di rispondere all’attacco missilistico dell’Iran che ha colpito il Paese: lo ha dichiarato il ministero della Difesa di Abu Dhabi, definendo l’azione “una pericolosa escalation”. Il ministero degli Esteri del Kuwait ha condannato gli attacchi sul suo territorio, definiti condotti dall’Iran “in flagrante violazione” dello spazio aereo e del diritto internazionale, aggiungendo che il Kuwait si riserva il diritto di rispondere in modo “commisurato alla portata e alla natura di questo attacco”.

Il rischio di escalation – Funzionari statunitensi ritengono che l’attacco israeliano contro l’Iran possa risultare “molto più esteso” rispetto ai raid condotti dagli Stati Uniti lo scorso giugno contro impianti nucleari iraniani, mentre cresce il timore di una risposta di Teheran: lo sostiene il New York Times citando funzionari dell’amministrazione.

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