Avellino – L’inchiesta “Dolce Vita” perde uno dei suoi filoni: il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avellino, Giulio Argenio, ha disposto l’archiviazione per 22 indagati e una società, ritenendo che allo stato degli atti non vi siano elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio. In termini tecnici, “manca una ragionevole previsione di condanna”.
Il provvedimento del gip – Il decreto riguarda il segmento investigativo sulle sponsorizzazioni di eventi promossi dall’allora sindaco Gianluca Festa e sugli affidamenti diretti ritenuti collegati a tali iniziative. L’inchiesta, coordinata dalla Procura del capoluogo irpino, aveva portato il 18 aprile 2024 all’arresto di Festa, che si era dimesso pochi giorni prima. Secondo il giudice, non sussistono i presupposti per sostenere l’impianto accusatorio davanti a un tribunale.
La posizione di Nargi – Tra le persone per cui è stata disposta l’archiviazione figura anche l’ex sindaca Laura Nargi. Dalle conversazioni intercettate, si legge nel decreto, emerge che veniva informata da Festa – di cui era vicesindaca – ma senza assumere ruoli decisionali o operativi collegati a ipotesi di reato. Anche per lei, dunque, il gip esclude la possibilità di una condanna in sede dibattimentale.
Gli altri indagati e le motivazioni – Archiviate inoltre le posizioni del segretario generale del comune di Avellino, Vincenzo Lissa, del vice comandante della Polizia municipale, Domenico Sullo, oltre a imprenditori e organizzatori di eventi. In particolare, per questi ultimi, il rifiuto della richiesta di sponsorizzazione avanzata da Festa fa venir meno la configurazione di un accordo illecito.
Soddisfazione è stata espressa dal difensore di Nargi, l’avvocato Costantino Sabatino, che ha dichiarato: “Definita una volta per tutte la sua assoluta estraneità – sottolinea il penalista – va ricordato che Nargi ha sempre avuto un comportamento collaborativo con gli inquirenti, ma non si può non ricordare al tempo stesso che nel corso di questi anni è stata vittima di una vera e propria macchina del fango, mantenendo però tutto il garbo istituzionale e il proprio contegno civico”.
Il filone principale a processo – Resta invece in piedi il troncone principale dell’inchiesta, che coinvolge 26 indagati, a partire dall’ex sindaco Festa. Il processo inizierà il prossimo 24 aprile davanti ai giudici del tribunale irpino.

