Trentola Ducenta (Caserta) – La convergenza su Michele Apicella, sindaco uscente, si allarga e consolida l’asse della continuità amministrativa, mentre si chiude definitivamente la stagione delle ipotesi legate al “Campo Largo”.
Gli equilibri che cambiano – La decisione di “Casa Riformista” e del consigliere regionale Pietro Smarrazzo di sostenere Apicella con una lista aperta (di cui abbiamo scritto ieri, leggi qui) segue la stessa traiettoria indicata, lo scorso 29 gennaio, dall’associazione “C’è Comunità per Trentola Ducenta” che aveva già ufficializzato il proprio appoggio al primo cittadino. La scelta del gruppo storico del Pd locale, attivo nella civica “C’è comunità…”, alcune defezioni significative di quel che restava del partito in città e l’ingresso di “Casa Riformista” nella coalizione del sindaco uscente segnano, di fatto, il tramonto dell’ipotesi di un’alleanza ampia di centrosinistra sul territorio.
Le motivazioni – Dall’associazione spiegano che la valutazione è stata prima di tutto politica e legata alla stabilità amministrativa: “Certamente, è fuori discussione che, come avevamo più volte detto, in una cittadina come Trentola Ducenta – che presenta alcune problematiche politiche che, ricordiamo, hanno portato allo scioglimento anticipato degli ultimi tre Consigli comunali – si doveva assolutamente guardare all’azione politica dell’attuale amministrazione che ha garantito stabilità e risposte concrete ai cittadini, indipendentemente dai simbolismi politici, per dare vita ad una coalizione che garantisse la continuità amministrativa per il completamento di tanti progetti in cantiere e portasse la città, nell’arco del prossimo quinquennio, ad una normalità che le esperienze passate ci hanno negato”.
Sul “Campo Largo” la posizione non è di chiusura ideologica, ma di valutazione sui tempi e sulle condizioni locali: “Noi non siamo contrari al Campo Largo, anzi. Ma riteniamo che in un contesto come quello di Trentola Ducenta – dove nessun partito finora ha mai presentato il proprio simbolo alle elezioni preferendo le liste civiche – un progetto che prevede il coinvolgimento dei partiti del centrosinistra, con la presentazione di liste di partito, pur essendo ambizioso presenta molte difficoltà e certamente non si può realizzare in tre-quattro mesi. Infatti, avevamo proposto di costruirlo in un tempo più consono e cioè nei prossimi cinque anni”.
Le critiche agli organismi provinciali Dem – Non mancano, poi, critiche dirette agli organismi provinciali del partito: “Non siamo stati ascoltati dagli organi istituzionali del Pd provinciale che si sono intestarditi su soluzioni calate dall’alto senza avere una conoscenza approfondita del nostro territorio, puntando, fra l’altro, su personaggi che sono molto discutibili e soprattutto non sono mai stati artefici di battaglie che il Pd cittadino ha fatto negli anni, anzi erano sulla sponda opposta. Pare addirittura che qualcuno di loro non sia nemmeno tesserato”.
“Fallimento clamoroso del Pd, toccherà a noi ricostruirlo” – La conclusione è affidata a un giudizio netto sull’esito del percorso politico intrapreso: “Il risultato è sotto gli occhi di tutti, un fallimento clamoroso e la completa dissoluzione del Pd cittadino. Quando questi personaggi abbandoneranno il partito per lidi più allettanti (e succederà) toccherà ancora a noi ricostruire. Lo faremo senza tirarci indietro perché la nostra fede politica non cambia in base alle stagioni, essa è tatuata in maniera indelebile nei nostri cuori e li resterà finché avremo vita”.

