Gricignano (Caserta) – Lo scontro tra azienda e lavoratori entra in una fase apertamente conflittuale. Filt-Cgil e Uil Trasporti di Caserta hanno proclamato, il 30 gennaio 2026, lo stato di agitazione di tutto il personale della Mega Trasporti impiegato presso il sito MD nella zona industriale di Gricignano di Aversa, annunciando il blocco immediato del lavoro straordinario e uno sciopero per l’intera giornata di lunedì 9 febbraio.
Le ragioni della mobilitazione – Alla base della protesta, spiegano le organizzazioni sindacali, vi sarebbe un clima lavorativo ormai “intollerabile”, determinato da quello che viene definito un atteggiamento arrogante e prepotente da parte dell’azienda. Secondo Filt-Cgil e Uil Trasporti, Mega Trasporti avrebbe messo in atto “azioni ritorsive e discriminatorie nei confronti dei dipendenti, tra cui licenziamenti ritenuti illegittimi, trasferimenti fuori sede, contestazioni disciplinari, spostamenti forzati di personale e persino dei rappresentanti sindacali”. Un insieme di pratiche che, sempre secondo i sindacati, avrebbe l’obiettivo di instaurare “un clima di paura e intimidazione, colpendo chi rivendica diritti e tutele”.
La linea dei sindacati confederali – Le sigle annunciano battaglia su tutti i fronti, dichiarando che utilizzeranno ogni strumento disponibile e agiranno in tutte le sedi competenti per difendere i lavoratori coinvolti. Filt-Cgil e Uil Trasporti ribadiscono che resteranno al fianco dei dipendenti contro ogni forma di vessazione, determinati a contrastare con fermezza comportamenti ritenuti repressivi e antisindacali.
La denuncia di Cobas Lavoro Privato – Alla mobilitazione si affianca anche la presa di posizione di Cobas Lavoro Privato che parla di una “strategia di repressione senza precedenti”. “Denunciamo con forza – si legge in una nota – quanto sta accadendo nel Cedi MD, dove la nuova ditta in appalto ‘Meg Trasporti & Logistica Integrata’ ha messo in campo, a nostro avviso, una strategia di repressione senza precedenti. Una gestione che sta colpendo lavoratori che da vent’anni garantiscono, con fatica e professionalità, il rifornimento dei supermercati MD Spa. Padri di famiglia, lavoratori storici, la cui unica ‘colpa’ sembra essere quella di aver sempre svolto il proprio lavoro con dignità e continuità. A fronte di rivendicazioni legittime e della richiesta di rispetto dei diritti contrattuali, la risposta è stata una spirale di provvedimenti punitivi: licenziamenti che appaiono ritorsivi, pressioni costanti, contestazioni pretestuose, richieste di trasferimento a centinaia o addirittura migliaia di chilometri di distanza, di fatto incompatibili con una vita familiare e sociale normale”.
Una situazione che non riguarda solo il Cedi, come sottolineano da Cobas: “Anche nei punti vendita MD Spa, i lavoratori continuano a segnalare condizioni di lavoro sempre più difficili, carichi insostenibili e trattamenti che mortificano la dignità delle persone. Tutto questo sembra avere un unico obiettivo: intimidire, dividere, ridurre al silenzio chi chiede rispetto, sicurezza e diritti. Non possiamo accettare e né la cittadinanza deve accettare che il prezzo dell’organizzazione del lavoro e del profitto venga pagato da chi manda avanti ogni giorno la filiera della grande distribuzione, questa volta chiediamo che non passi nell’indifferenza generale”.
Cobas Lavoro Privato avanza richieste precise: “Chiediamo con urgenza l’immediata cessazione di ogni pratica repressiva e ritorsiva, il ritiro dei licenziamenti e dei trasferimenti punitivi, l’apertura di un confronto serio e trasparente con le parti sociali, l’intervento delle istituzioni competenti per verificare quanto sta accadendo. Difendere questi lavoratori significa difendere il lavoro dignitoso, le famiglie e il futuro di intere comunità”.
Lo sciopero di USB Caserta – Anche USB Caserta è intervenuta sulla vertenza, ricordando lo sciopero proclamato lo scorso 2 febbraio “contro i trasferimenti illeciti, le discriminazioni e le varie anomalie riscontrate in busta paga dei lavoratori”. La sigla annuncia che “le nostre azioni legali sono già in fase d’invio per impugnare i trasferimenti”.

