Aversa (Caserta) – Un confronto diretto, concreto, pensato per parlare ai ragazzi con il loro linguaggio e intercettare le fragilità dell’età digitale. Si è tenuto oggi, all’Istituto comprensivo “De Curtis” di Aversa, il convegno Navigare sicuri. Rispettare tutti, inserito nel percorso di Educazione civica e nelle attività di prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, rivolto alle classi prime della scuola secondaria di primo grado. L’incontro ha coinvolto studenti, docenti e istituzioni, offrendo spunti di riflessione sull’uso responsabile dei social network e delle piattaforme digitali.
Un percorso formativo oltre la teoria – L’iniziativa non si è limitata a un approccio nozionistico, ma si è proposta come un vero e proprio “manuale di sopravvivenza” per i nativi digitali, arricchito dai contributi di professionisti dell’ambito legale, psicologico e delle forze dell’ordine.
Il ruolo della scuola e il messaggio degli studenti – Dopo i saluti della dirigente scolastica Carmen Del Vecchio, gli alunni della classe I G hanno portato in scena una drammatizzazione di un episodio di bullismo, lanciando un messaggio chiaro e immediato attraverso uno slogan diventato il filo conduttore della mattinata: “Rispettiamoci”.
Le ferite invisibili del web – Nel suo intervento, la psicologa dell’istituto Lucia Cesaro ha richiamato l’attenzione sulla dimensione emotiva e psicologica delle vittime, invitando gli studenti a sviluppare empatia e consapevolezza. «Le ferite digitali non si vedono, ma restano profonde quanto quelle fisiche», ha sottolineato, rimarcando l’impatto duraturo degli atti offensivi online.
Conseguenze legali e responsabilità – A chiarire il quadro giuridico è stato l’avvocato Mario De Michele, che ha illustrato ai ragazzi le possibili conseguenze legali di comportamenti scorretti in rete, spiegando come commenti offensivi o la diffusione non autorizzata di immagini possano configurare reati con effetti concreti sulla vita dei minori e delle loro famiglie.
Dalla prevenzione alla segnalazione – Particolarmente seguito l’intervento del vicesovrintendente della Polizia postale, Vincenzo Petruolo, che, con un approccio diretto e dinamico, ha raccontato casi reali, spiegando come agire in presenza di minacce o tentativi di adescamento. Il confronto ha stimolato una partecipazione attiva degli studenti che hanno posto numerose domande. Il messaggio ribadito è stato chiaro: segnalare tempestivamente ogni anomalia agli adulti di riferimento o attraverso i canali ufficiali della polizia.
Musica e valori condivisi – A chiudere il convegno, i ragazzi, guidati dai docenti di musica, hanno intonato Il Guerriero di Marco Mengoni, trasformando la conclusione dell’incontro in un momento corale dedicato alla forza interiore, al coraggio di affrontare le difficoltà e all’importanza di non sentirsi soli.

