Erano già finite più volte nei rapporti delle Volanti intervenute per episodi di violenza. Un quadro che, alla luce dei fatti accertati e delle criticità emerse, ha portato il questore di Cremona a disporre la sospensione della licenza per due discoteche, una nel capoluogo e l’altra a Crema.
I provvedimenti – Le chiusure sono state adottate ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Il locale di Cremona resterà chiuso per 15 giorni, quello di Crema per 8 giorni, a seguito di una serie di eventi ritenuti incompatibili con la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
L’episodio di violenza – Nel locale di Cremona, lo scorso 6 gennaio, una lite tra giovani è degenerata fino al ferimento al collo di un ragazzo, colpito con un taglierino. Un episodio grave, che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e che ha contribuito a far scattare il provvedimento di sospensione.
L’incendio nel locale di Crema – A Crema, invece, l’attenzione si è concentrata su un incendio sviluppatosi all’interno della discoteca. Le fiamme, originate da alcune fontane pirotecniche, si sono propagate agli addobbi collocati sul soffitto, creando una situazione di concreto pericolo per la sicurezza dei presenti.
I controlli e le violazioni – Nel corso delle verifiche condotte dagli agenti della Polizia amministrativa, della Squadra mobile e della Prevenzione crimine, insieme a Vigili del fuoco, Polizia locale, Ispettorato del lavoro e Agenzia di tutela della salute Valpadana, sono emerse numerose irregolarità. Gli accertamenti hanno riguardato sia il rispetto delle norme di sicurezza sia la somministrazione di bevande alcoliche, riscontrata anche nei confronti di minori. Per tali violazioni sono state impartite prescrizioni e comminate sanzioni.
Le irregolarità riscontrate – Tra le criticità accertate figurano uscite di emergenza occultate da tende o rese parzialmente inutilizzabili dalla presenza di tavolini, l’assenza del registro dei controlli dei presidi antincendio, l’impiego di arredi privi di idonea classificazione di reazione al fuoco, un numero insufficiente di operatori antincendio e la presenza di lavoratori in nero. Elementi che, nel loro complesso, hanno delineato un contesto ritenuto non conforme agli standard minimi di sicurezza. IN ALTO IL VIDEO

