Un colpo alla tempia, esploso a distanza ravvicinata, in una campagna buia alla periferia della laguna. È così che è stato ucciso Sergiu Tarna, 25 anni, barista di origini moldave, trovato morto il 31 dicembre scorso in un terreno agricolo a Malcontenta di Mira, in provincia di Venezia. A distanza di giorni, le indagini hanno portato a un arresto: in manette è finito un agente della Polizia locale di Venezia, Riccardo Salvagno, 40 anni, originario di Chioggia e residente a Marghera, incensurato.
L’uomo è stato fermato dai carabinieri al termine di una serrata attività investigativa coordinata dal pubblico ministero veneziano Christian Del Turco. Fondamentali si sono rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza, che avrebbero immortalato il vigile nei momenti chiave che precedono e seguono l’omicidio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nella notte tra il 30 e il 31 dicembre l’agente avrebbe lasciato l’Italia, rifugiandosi in Spagna. Prima una tappa a Tenerife, poi Madrid, quindi il rientro a Venezia.
Un dettaglio non è passato inosservato agli investigatori: l’assenza dal lavoro per alcuni giorni. A chiarire le ultime fasi della fuga è stato il comandante provinciale dei carabinieri Marco Aquilio, che nel corso di una conferenza stampa ha spiegato come il 40enne sia tornato in Italia nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Ad attenderlo in aeroporto c’era il padre, che lo avrebbe accompagnato fino alla zona di Malcontenta di Mira. Lì, dopo essersi fatto lasciare nei campi – la stessa area in cui era stato ritrovato il corpo del 25enne – l’uomo è rientrato a casa, dove è stato fermato. L’arma del delitto non è stata trovata, così come risulta scomparsa la pistola d’ordinanza dell’agente. Eppure, secondo le prime informazioni, sarebbe stata proprio quest’ultima a essere utilizzata per l’uccisione.
La dinamica – Tarna, conosciuto da tutti come Sergio, era nato nel 2000 a Nisporeni, in Moldavia, ed era arrivato a Venezia quando era ancora adolescente. La sera del 30 dicembre aveva terminato il turno di lavoro nel locale Esquina di via Lazzari. Poco dopo si era fermato a parlare con un amico nelle vicinanze del bar. Poi una telefonata improvvisa, che lo avrebbe fatto allontanare in fretta. Da quel momento, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato caricato con la forza su un’auto, portato da Mestre verso Porto Marghera e infine condotto nelle campagne di Malcontenta di Mira, dove è stato ucciso. Determinanti sono state le analisi dei filmati e dei dati dei due telefoni cellulari che il giovane aveva ancora addosso al momento del ritrovamento. L’esame delle celle telefoniche agganciate dai dispositivi ha consentito ai militari di ricostruire il percorso dell’auto e di stringere il cerchio attorno ai responsabili.
Caccia ai complici – Per gli investigatori non si è trattato di un gesto isolato. Tarna sarebbe stato vittima di un vero e proprio agguato. Se è salito su quell’auto contro la sua volontà, prima dell’omicidio avrebbe subito un rapimento. Ad agire sarebbero state almeno due persone. L’autopsia, però, non ha rilevato segni di percosse o ferite sul corpo: nessuna colluttazione, nessuna violenza precedente allo sparo. Un’esecuzione, rapida e spietata. A confermarlo è stato il procuratore vicario di Venezia Stefano Ancillotto, che ha parlato senza esitazioni di “esecuzione”. “Il colpo è stato sparato in modo ravvicinato e il povero 25enne non ha avuto scampo, è morto sul colpo”, ha dichiarato, sottolineando come vi sia la certezza che all’omicidio abbia partecipato almeno un’altra persona, anch’essa ripresa dalle telecamere. Le indagini proseguono per identificarla.
Il movente – Dall’analisi delle testimonianze e dei filmati è emerso che la vittima e l’agente si conoscevano. In passato sarebbero stati visti discutere animatamente e tra i due non mancavano contrasti. Il possibile movente potrebbe essere collegato agli ambienti dello spaccio di droga di Mestre, frequentati dal giovane, che in passato era stato segnalato in prefettura come consumatore di sostanze. Al momento, però, gli investigatori non escludono alcuna pista.

