Truffe telefoniche ad anziani: sgominata banda di “trasfertisti” napoletani

di Redazione

Il telefono che squilla, una voce autorevole dall’altro capo della linea, la paura che monta minuto dopo minuto. È così che decine di anziani sono finiti nella rete di gruppi criminali radicati a Napoli, capaci di colpire in tutta Italia con un metodo collaudato e spietato. Un sistema che faceva leva sull’angoscia e sull’isolamento delle vittime, trasformandoli in strumenti di profitto.

Il primo gruppo e l’ordinanza del gip – Sono sette, di età compresa tra i 25 e i 58 anni, i componenti di un sodalizio con base operativa a Napoli finiti in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore Nicola Gratteri. Tutti sono gravemente indiziati del reato di associazione a delinquere finalizzata alle truffe in danno di persone anziane. Le indagini hanno consentito di ricostruire nove episodi consumati a partire dal dicembre 2024 nelle province di Alessandria, Verbania, Pistoia, Lucca, Pesaro Urbino, Ancona e Lecce, con un profitto illecito stimato in circa 200mila euro.

Il metodo del finto maresciallo – Le vittime, tutte tra i 75 e gli 89 anni, venivano contattate sull’utenza fissa da un interlocutore che si presentava come “maresciallo”. Il copione era sempre lo stesso: un presunto incidente stradale provocato da un figlio o un nipote, un’auto priva di copertura assicurativa, una persona gravemente ferita. In alcuni casi il racconto si spingeva oltre, evocando un bambino o una donna in gravidanza in pericolo di vita, per aumentare la pressione psicologica. La richiesta finale era immediata: denaro o gioielli come unica via per evitare l’arresto del parente.

Il “bombardamento” telefonico – Durante l’intera durata della truffa, i sodali sottoponevano l’anziano a un vero e proprio assedio telefonico, con chiamate continue anche superiori a un’ora, talvolta protratte persino dopo il ritiro del denaro. Un controllo totale, studiato per isolare la vittima ed evitare qualsiasi contatto con familiari, amici o forze dell’ordine. Le intercettazioni hanno documentato come l’obiettivo dichiarato fosse quello di terrorizzare e “far piangere” le persone anziane per indurle a cedere.

Il ruolo dei capi e le misure accessorie – Uno dei promotori dell’organizzazione continuava a dirigere le attività pur trovandosi agli arresti domiciliari. Oltre ai sette arresti, il provvedimento del gip ha disposto per altri quattro soggetti, ritenuti coinvolti in singoli episodi, l’obbligo di dimora nel comune di Napoli e l’obbligo di presentazione quotidiana presso il commissariato competente.

Il secondo filone investigativo: 21 indagati – In un’operazione parallela, nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, Palermo, Brescia, Pavia e Cosenza, i carabinieri del comando provinciale di Genova, con il supporto dei comandi territoriali dell’Arma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 21 persone, gravemente indiziate dei reati di associazione a delinquere finalizzata alle truffe agli anziani, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Quindici sono finiti in carcere, due agli arresti domiciliari e quattro sottoposti all’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria.

Decine di colpi e profitti milionari – In questo secondo procedimento sono state contestate complessivamente 33 truffe pluriaggravate, 27 consumate e sei tentate, messe a segno tra il maggio 2024 e il gennaio 2025 in Liguria, Lombardia, Veneto, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. I profitti, ancora in fase di quantificazione, superano ampiamente i 300mila euro. Nel corso dell’indagine sono state arrestate in flagranza cinque persone, denunciate altre sette e recuperati denaro e monili in oro per un valore di circa 150mila euro.

Una struttura organizzata e ruoli definiti – Le attività investigative hanno ricostruito una struttura interna precisa: i “telefonisti” incaricati dei contatti, i “trasfertisti” addetti al ritiro di denaro e gioielli, e i “corrieri” deputati al trasporto dei proventi verso Napoli. Le trasferte avvenivano con auto a noleggio, mentre le comunicazioni erano affidate a smartphone e utenze intestate a prestanome, utilizzando applicazioni di messaggistica istantanea e social network.

Call center, orafi e riciclaggio – Il gruppo disponeva di almeno un appartamento e di un B&B a Napoli, trasformati in veri e propri call center. Era inoltre radicato in Sicilia, soprattutto nella provincia di Palermo, da dove i proventi venivano inviati nel capoluogo campano. Le indagini hanno accertato anche il coinvolgimento di due orafi napoletani: uno titolare di una gioielleria in zona Spaccanapoli, l’altro di un laboratorio orafo abusivo nel Borgo Orefici, entrambi incaricati di valutare, smontare e riciclare i preziosi sottratti alle vittime. Il denaro illecito sarebbe stato reinvestito nell’acquisto di un immobile e di un’agenzia di scommesse nel quartiere San Giuseppe di Napoli.

Sequestri e denaro nascosto – Oltre alle misure personali, sono stati eseguiti sequestri preventivi di un laboratorio orafo abusivo, un’abitazione nel quartiere Poggioreale, un’agenzia di scommesse, tre autovetture e un motoveicolo, oltre a 100.900 euro già sequestrati nei mesi scorsi. Successivamente sono stati rinvenuti altri 120.000 euro in contanti nascosti in uno scaldabagno e ulteriori 40.000 euro all’interno dell’abitazione di un altro indagato.

Vittime scelte e colpi studiati – Le intercettazioni hanno confermato una strategia lucida e cinica: colpire prevalentemente donne anziane sole, studiare in anticipo le abitazioni, indicare vie di fuga e anticipare le spese ai trasfertisti. In un episodio a Fano, un’anziana consegnò 110 grammi d’oro perché non aveva contanti in casa, convinta che il marito avesse causato un grave incidente. Le indagini si sono avvalse anche della collaborazione di un truffatore arrestato in flagranza, che ha descritto il proprio ruolo di “cavallino”, incaricato esclusivamente di ritirare il bottino. IN ALTO IL VIDEO

Scrivici su Whatsapp
Benvenuto in Pupia. Come possiamo aiutarti?
Whatsapp
Redazione
Condividi con un amico