Napoli, agguato a Gianluca Pisacane: fermati due cugini a Montesilvano

di Redazione

Hanno provato a sparire, allontanandosi dalla Campania e rifugiandosi a casa di parenti in Abruzzo, ma il loro tentativo di sfuggire alle indagini si è fermato a Montesilvano. È lì che la Squadra Mobile di Napoli, in collaborazione con quella di Pescara, ha rintracciato e fermato i due presunti aggressori di Gianluca Pisacane, fratello dell’allenatore del Cagliari Fabio Pisacane, e del padre.

La ricostruzione – Il giovane, 28 anni, era rimasto ferito a colpi di pistola a una gamba nelle prime ore dello scorso 3 gennaio, subito dopo la chiusura del locale di famiglia ai Quartieri Spagnoli. Secondo quanto emerso dalle indagini, i due uomini, uno dei quali armato, si sarebbero presentati davanti a Gianluca Pisacane e a suo padre al termine della serata. Da lì una discussione degenerata rapidamente fino agli spari. A documentare l’intera scena sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, rivelatesi decisive per l’identificazione degli aggressori.

Il movente – Alla base dell’aggressione ci sarebbe una lite scoppiata poco prima all’interno del locale tra una dipendente e una ragazza. Gianluca Pisacane sarebbe intervenuto per difendere la propria collaboratrice, invitando la giovane e le sue amiche ad allontanarsi. Un episodio che, secondo gli investigatori, avrebbe innescato una reazione di “vendetta”: le ragazze avrebbero chiesto l’intervento dei due fermati, parenti di una delle tre donne coinvolte nella discussione.

Chi sono i fermati – Si tratta di due cugini, entrambi 29enni, residenti nel quartiere Chiaiano di Napoli. Non sarebbero inseriti in contesti di criminalità organizzata, pur avendo piccoli precedenti. In passato erano già noti alle forze dell’ordine: qualche anno fa tentarono di forzare un posto di blocco e, dopo un inseguimento, vennero fermati con armi e caschi integrali a bordo dell’auto. Uno dei due avrebbe una lontana parentela con un ex ras di un quartiere periferico di Napoli, elemento che tuttavia non farebbe emergere legami diretti con ambienti malavitosi.

Le indagini – Fondamentali, oltre alle immagini delle telecamere, anche le intercettazioni telefoniche che hanno consentito di ricostruire spostamenti e contatti successivi all’aggressione. I due avrebbero agito insieme a una terza persona, al momento ancora irreperibile, già identificata dagli investigatori, che sarebbe entrata in azione a volto scoperto.

Le accuse – Per entrambi è stato eseguito un fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio. Compariranno giovedì 8 gennaio davanti al tribunale di Pescara per l’udienza di convalida. Successivamente, gli atti dovrebbero essere trasmessi a Napoli. Intanto, la Squadra Mobile prosegue le ricerche del terzo uomo coinvolto nell’aggressione.

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