Un corteo di oltre ventimila persone, poi la frattura improvvisa: una “prima linea” ristretta che si stacca e trasforma la manifestazione in una lunga sequenza di violenze. A distanza di mesi, quella giornata torna al centro della cronaca giudiziaria torinese con l’esecuzione di otto misure cautelari da parte della polizia di stato nei confronti di alcuni giovani, ritenuti tra i principali responsabili dei gravi disordini avvenuti il 3 ottobre 2025 in città, durante la manifestazione Blocchiamo tutto, promossa sui social dal “Coordinamento Torino per Gaza” in solidarietà con il popolo palestinese.
L’operazione “Riot” – L’intervento è l’esito di una complessa attività d’indagine condotta dalla digos di Torino, con il supporto della direzione centrale della polizia di prevenzione, sotto il coordinamento della procura della Repubblica ordinaria e dei minorenni di Torino. Le misure cautelari riguardano cinque minorenni e tre maggiorenni.
La giornata degli scontri – Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’interno della manifestazione un gruppo limitato di partecipanti, individuato come “prima linea” del corteo, avrebbe dato vita a un violentissimo attacco contro le forze dell’ordine. Gli episodi si sono susseguiti a partire dall’area dello scalo ferroviario di Torino Porta Susa, con inseguimenti di gruppo ai danni degli operatori di polizia, fino al lancio di pietre e bottiglie di vetro contro i reparti schierati. Nel corso degli scontri sono state danneggiate anche autovetture parcheggiate negli stalli riservati alla Questura.
Piazza Castello sotto assedio – La situazione è ulteriormente degenerata nei pressi della Prefettura, in piazza Castello, dove per oltre due ore le forze di polizia sono state bersaglio di lanci continui di bottiglie, pietre e bastoni. Le azioni violente sarebbero state agevolate dalla costruzione di barricate nelle strade limitrofe e dall’accensione di fuochi, mentre i rinforzi giunti sul posto venivano ripetutamente presi di mira, così come i passanti in transito. Gli interventi di contenimento sono stati possibili solo grazie all’uso di lacrimogeni, del mezzo idrante e a cariche di alleggerimento da parte dei reparti inquadrati.
Il bilancio – Dagli scontri sono derivati il ferimento di dodici operatori di polizia, il danneggiamento di diversi mezzi di servizio e di autovetture private, oltre ai danni ai beni mobili installati per l’iniziativa Portici di Carta.
Le indagini e i collegamenti – Le attività investigative avviate immediatamente dall’antiterrorismo della digos di Torino hanno consentito di identificare alcuni dei giovani coinvolti, in particolare per gli episodi avvenuti nell’area della Prefettura. Nel corso degli accertamenti è emerso anche il coinvolgimento di alcuni indagati in due rapine, una delle quali solo tentata, avvenute nell’area metropolitana torinese, con gravi lesioni per le vittime, tra cui fratture con prognosi di trenta giorni.
Le misure cautelari – L’Autorità Giudiziaria ha disposto l’arresto di cinque minorenni, due dei quali in carcere e tre collocati in comunità, oltre all’applicazione di misure cautelari nei confronti di tre maggiorenni: due arresti domiciliari e un divieto di dimora nel comune di Torino. Contestualmente sono state eseguite perquisizioni anche nei confronti di altri indagati, con il sequestro di dispositivi elettronici che verranno analizzati per ricostruire contatti e acquisire ulteriori elementi probatori. Nel provvedimento si delinea un quadro definito di “allarmante spregiudicatezza criminale, connotato dalla totale assenza di freni inibitori e un sistematico disprezzo per le norme fondamentali della convivenza civile”, che ora passa al vaglio delle prossime fasi giudiziarie. IN ALTO IL VIDEO

