Tentano rapina alle Poste: arriva la Polizia e li arresta

di Redazione

L’auto con la targa contraffatta ferma nei pressi dell’ufficio postale e uno scooter rubato lasciato acceso a pochi metri dall’ingresso non sono passati inosservati. È da questi dettagli che ha preso forma l’intervento della Polizia di Stato, culminato con il fallimento del colpo e l’arresto di tre catanesi a Gravina di Catania.

I poliziotti della Squadra Antirapina della Squadra Mobile, impegnati in un servizio di contrasto ai reati predatori, hanno notato l’arrivo dell’utilitaria sospetta e, poco dopo, di uno scooter condotto da un uomo che si è fermato con il motore acceso nelle immediate vicinanze dell’ufficio postale. Dal veicolo è sceso un secondo soggetto, con il volto coperto da un casco bianco, che si è diretto verso la porta antipanico dell’edificio, posizionata accanto allo sportello bancomat, impugnando un attrezzo metallico artigianale a forma di “L”.

La dinamica – L’uomo, poi identificato in R.R., 53 anni, ha iniziato a forzare la porta con l’arnese, mentre il complice arrivato in scooter, M.L., 60 anni, lo ha supportato dall’esterno eseguendo una manovra mirata all’apertura del varco. L’azione è stata interrotta dall’irruzione degli agenti che hanno sorpreso i due all’interno dell’ufficio postale con un borsone in tela. Al suo interno c’erano tre cassetti in plastica dell’Atm contenenti banconote destinate al caricamento dello sportello automatico, per un totale di 150mila euro.

Gli arresti – I due uomini sono stati immediatamente bloccati. Durante la perquisizione, uno di loro è stato trovato in possesso di una pistola a salve. Poco dopo è stato fermato anche il terzo complice, M.G., 29 anni, alla guida dell’automobile utilizzata per raggiungere il luogo del colpo. I tre sono ritenuti responsabili del reato di tentata rapina in concorso ai danni dell’ufficio postale di Gravina di Catania. Dopo le formalità di rito e d’intesa con il pubblico ministero di turno, gli arrestati sono stati condotti nel carcere di Catania – piazza Lanza, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il metodo – Gli approfondimenti investigativi della Squadra Mobile hanno consentito di ricostruire una modalità esecutiva già riscontrata in altri episodi analoghi. Il piano prevedeva l’accesso all’interno dell’ufficio postale durante le brevi fasi di rifornimento dell’Atm, quando l’apparecchiatura risulta temporaneamente fuori servizio. Anche l’attrezzo metallico utilizzato per forzare la porta antipanico, con la sua particolare forma ad “L”, era stato progettato per funzionare come un braccio meccanico capace di abbassare dall’esterno il maniglione di sicurezza. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali collegamenti dei tre arrestati con altri tentativi di rapina messi a segno con lo stesso modus operandi nel territorio etneo. IN ALTO IL VIDEO

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