Marcianise, benessere sul lavoro come strategia d’impresa: confronto alla Inno.Tec

di Redazione

Il benessere nei luoghi di lavoro non come adempimento formale, ma come leva concreta di competitività, sostenibilità e sviluppo territoriale. È questo il filo conduttore de Il lavoro che fa bene, l’evento dedicato alle imprese che ha messo attorno allo stesso tavolo mondo produttivo, sistema sanitario e istituzioni, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa capace di andare oltre la semplice compliance normativa. L’iniziativa, promossa da Genesis Group, si è svolta nella sede della Inno.Tec srl, nella zona di Marcianise, alle porte di Caserta.

Al centro del confronto il modello Luoghi di Lavoro che Promuovono Salute (LLPS), pilastro del Piano Regionale della Prevenzione 2020–2025, interpretato non solo come strumento di sanità pubblica ma come scelta strategica in grado di generare valore per le aziende, per i lavoratori e per l’intero contesto territoriale. Un modello proiettato già verso il futuro, con una roadmap rivolta alle Pmi per il biennio 2026–2027 e con un’attenzione specifica al ruolo dell’innovazione digitale e dell’intelligenza artificiale come acceleratori dei processi di cambiamento.

Inno.Tec e Genesis Group – L’appuntamento ha rappresentato un ulteriore momento di confronto ospitato da Inno.Tec, realtà che negli ultimi anni si è affermata nella progettazione e produzione di sistemi di movimentazione industriale per grandi gruppi multinazionali e importanti poli della logistica, coniugando innovazione industriale, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale d’impresa. I saluti e la presentazione del progetto sono stati affidati a Vincenzo De Simone, ceo di Genesis Group, realtà specializzata nel digitale a supporto delle Pmi, che nel tempo ha ampliato la propria offerta integrando consulenza strategica, soluzioni per la gestione dei processi di business e di sostenibilità e sistemi data-driven pensati per affiancare il management nelle aree più strategiche dei processi aziendali, anche grazie all’uso dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie abilitanti.

La tavola rotonda – Il confronto, moderato da Antonio Taglialatela, giornalista e direttore di Pupia Tv, ha affrontato le diverse dimensioni del modello LLPS. Sul versante della governance della prevenzione sono intervenuti Giancarlo Ricciardelli, direttore del Dipartimento di Prevenzione e referente del Piano Regionale della Prevenzione dell’Asl Caserta, e Rosa Giglio, dirigente medico dell’Asl Caserta e sostituto referente del programma PP03, che hanno illustrato il supporto metodologico offerto alle imprese e il percorso che conduce alla certificazione di “Azienda che Promuove Salute”.

Impatto economico e territorio – Il tema dell’impatto economico e del rating aziendale è stato approfondito da Francesco Corbello, incoming presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Napoli Nord, con un focus sui benefici fiscali, sugli strumenti di incentivazione e sulla misurabilità del benessere come vero e proprio asset finanziario. Ampio spazio è stato riservato anche al rapporto tra imprese e territorio, con l’intervento di Raffaela Pignetti, presidente del Consorzio Asi Caserta, che ha richiamato il valore strategico delle aree industriali come snodo tra sistema produttivo, istituzioni e comunità.

La voce delle imprese – A portare l’esperienza diretta delle aziende sono stati Domenico Izzo, ceo di Inno.Tec, Tina Ferrara, ceo di Metodo Società Benefit, società di temporary e fractional management impegnata nello sviluppo di competenze manageriali qualificate per le Pmi, e Antonio D’Aniello, presidente di Genesis Group. Un confronto orientato a raccontare come la promozione della salute, la sostenibilità e l’innovazione possano tradursi in scelte operative, con ricadute concrete sul benessere organizzativo e sulle performance aziendali.

Salute, prevenzione e innovazione – De Simone ha spiegato come il progetto sia in linea con quello promosso dall’Asl Caserta: promozione della salute nei luoghi di lavoro per tutte le imprese del territorio, affinché cultura, prevenzione e benessere dei lavoratori incidano non solo nella realtà aziendale, contribuendo alla riduzione dell’assenteismo, ma anche sulla performance professionale e sulla socialità delle persone al di fuori del contesto lavorativo. Un percorso che valorizza fattori come sonno, alimentazione, movimento, stili di vita sani e abitudini.

Il ruolo delle istituzioni e la responsabilità sociale – Raffaela Pignetti ha sottolineato la necessità di un coordinamento tra istituzioni affinché il benessere diventi un obiettivo condiviso, anche attraverso l’innovazione tecnologica, utile sia al monitoraggio sia alla diffusione dei dati. Domenico Izzo ha poi richiamato l’integrazione del programma con la responsabilità sociale d’impresa, affinché l’azienda non sia solo un luogo in cui si realizzano impianti all’avanguardia, ma un ambiente in cui la cultura della salute è condivisa tra dirigenti, tecnici e operai. IN ALTO IL VIDEO

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