Castel Volturno (Caserta) – Il suo corpo era rimasto a terra, nel cortile di una villetta a schiera, mentre la vita si spegneva lentamente tra ferite devastanti e giorni di agonia. Dopo oltre una settimana di ricovero all’ospedale Pineta Grande, è morta la 33enne di origine nigeriana brutalmente aggredita il 22 dicembre scorso a Castel Volturno. Le sue condizioni cliniche, fin da subito gravissime, sono progressivamente peggiorate fino al decesso.
Per quella violenta aggressione è finito in carcere l’ex compagno della donna, un 32enne connazionale, fermato dalla Polizia di Stato con l’accusa di tentato omicidio. Un’accusa destinata ora ad aggravarsi alla luce della morte della vittima.
L’intervento della polizia – Gli agenti del commissariato di Castel Volturno intervennero in seguito alla segnalazione di una lite tra un uomo e una donna. Una volta giunti sul posto, la scena che si presentò ai loro occhi fu drammatica: la giovane era riversa a terra nel cortile, ridotta in fin di vita dai colpi ricevuti. L’uomo, invece, si trovava ancora all’interno dell’abitazione, con il polso destro fasciato e tracce di sangue sui vestiti, in compagnia di un amico.
La ricostruzione dei fatti – Gli accertamenti successivi consentirono di ricostruire quanto avvenuto poco prima dell’arrivo delle pattuglie. Secondo quanto emerso, sarebbe stato l’ex fidanzato a colpire ripetutamente la donna, utilizzando anche un manico di scopa, provocandole lesioni gravissime. Elementi ritenuti sufficienti dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per disporre il fermo dell’uomo.
Il provvedimento del gip – Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha poi convalidato il fermo, emettendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 32enne per tentato omicidio. Con la morte della donna, avvenuta dopo giorni di agonia in ospedale, il quadro accusatorio è ora destinato a un ulteriore e più grave sviluppo.

