Addio a Luigi Nicolais, lo scienziato che ha portato la ricerca nelle istituzioni

di Redazione

Si è spento all’età di 83 anni Luigi Nicolais, ingegnere, accademico e uomo delle istituzioni che ha segnato per oltre mezzo secolo il rapporto tra ricerca scientifica e politica in Italia. Nato a Sant’Anastasia il 9 febbraio 1942, Nicolais ha attraversato università, governo e amministrazione pubblica lasciando un’impronta profonda nel mondo della scienza e dell’innovazione.

Figura centrale dell’ingegneria dei materiali, era professore ordinario di Tecnologie dei polimeri all’Università Federico II di Napoli, ateneo nel quale si era laureato e al quale ha legato gran parte della sua carriera accademica. La sua attività scientifica, riconosciuta anche a livello internazionale, lo ha portato a insegnare negli Stati Uniti, all’Università di Washington e all’Università del Connecticut, e a dirigere l’Istituto per la Tecnologia dei materiali compositi del Cnr. Faceva parte del Gruppo 2003, che riunisce i ricercatori italiani più citati al mondo.

Dalla ricerca alla politica – Il suo ingresso nelle istituzioni avviene all’inizio degli anni Duemila, quando diventa assessore regionale della Campania con deleghe all’Università, alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica nella giunta guidata da Antonio Bassolino, incarico ricoperto dal 2000 al 2005. Nel 2006 viene chiamato dal presidente del Consiglio Romano Prodi a guidare il Ministero per le Riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione nel secondo governo Prodi, ruolo che mantiene fino al 2008, promuovendo processi di modernizzazione e digitalizzazione dello Stato. Nello stesso anno viene eletto deputato alla Camera nelle liste del Partito Democratico, incarico che svolge fino al 2012. Nel 2009 si candida alla presidenza della Provincia di Napoli, senza riuscire a vincere la competizione elettorale, che vede prevalere Luigi Cesaro.

Il ritorno alla guida della scienza – Conclusa l’esperienza parlamentare, Nicolais torna al centro del sistema della ricerca italiana come presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 2012 al 2016. Negli anni precedenti aveva fondato, nel 2004, l’IMAST, distretto tecnologico sull’ingegneria dei materiali polimerici e delle strutture, del quale era presidente, e nel 2005 era stato alla guida della Città della Scienza di Napoli e dell’ARTI, Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione della Puglia.

Il ricordo di Manfredi – A salutarlo con parole dense di stima è stato il sindaco di Napoli e presidente Anci Gaetano Manfredi, che sui social ha scritto: “Napoli, il Sud, l’intero mondo della ricerca scientifica perdono un protagonista assoluto, un innovatore lungimirante a cui ero molto legato. Con Gino Nicolais ho cominciato a collaborare negli anni ’90 sulla organizzazione della ricerca scientifica con l’obiettivo di creare opportunità per i nostri laureati e per attrarre gli investimenti delle imprese tecnologiche. Un grande maestro e un grande esempio. Un lavoro lungo, strutturato, che ha dato i suoi frutti nel tempo. Con Gino poi lo abbiamo proseguito quando è stato assessore regionale e poi ministro dell’Innovazione”.

“La ricerca deve moltissimo a lui, alla sua visione, alla connessione tra la conoscenza e la crescita dell’economia, alla capacità di valorizzare quel grande capitale umano che Napoli, la Campania e l’intero Mezzogiorno posseggono. Difficile ricordare un personaggio di tale spessore con poche parole o pochi esempi, sono però certo che la grande eredità che ci lascia Gino sia il suo approccio: la volontà di guardare lontano, dare una dimensione internazionale alla ricerca, pensare continuamente all’innovazione. Mettere al centro della politica la competenza. Non a caso, tutto ciò si è trasformato in una grande volano di sviluppo, concretizzato nel polo tecnologico di San Giovanni a Teduccio, nei tanti centri di ricerca e negli insediamenti delle aziende ad alto valore tecnologico nel nostro territorio. Un insegnamento personale e collettivo che proviamo a tradurre ogni giorno in atti concreti e utili per le giovani generazioni”, ha concluso Manfredi.

Con Luigi Nicolais scompare uno dei protagonisti più autorevoli del dialogo tra sapere scientifico e istituzioni, uno scienziato “prestato” alla politica che ha fatto della competenza e della visione il tratto distintivo del suo impegno pubblico.

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