Aversa (Caserta) – È partito giovedì 22 gennaio il percorso ufficiale che porterà Aversa a presentare la propria candidatura a Capitale Italiana della Cultura per il 2030, anno simbolico che coincide con i mille anni dalla fondazione della città, avvenuta nel 1030. Un traguardo storico che l’Amministrazione comunale intende trasformare in un’occasione di rilancio culturale e identitario.
Il primo passo si è compiuto a Roma, con l’incontro al Ministero della Cultura tra il sindaco Francesco Matacena e il dottore Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Con il primo cittadino erano presenti l’assessore alla Cultura Ugo Rufino, la consigliera comunale Federica Turco e Nicola De Chiara, intervenuto in qualità di esperto di storia e cultura aversana.
Un progetto annunciato, ora nel vivo – Più volte annunciata dal sindaco e indicata come uno dei punti qualificanti della sua campagna elettorale, la candidatura entra ora nella fase operativa. Entro giugno del 2027 Aversa dovrà presentare formalmente la propria candidatura al Ministero della Cultura e, alcuni mesi dopo, consegnare il dossier alla Commissione giudicante, organismo indipendente composto da sette esperti, chiamato a selezionare le città ammesse alla competizione per il titolo.
Il confronto al Ministero – Nel corso dell’incontro, durato oltre un’ora, Matacena ha consegnato al dottore Merlino alcune note illustrative sulla storia della città e sui suoi punti di forza. Un confronto utile a chiarire modalità e tempi della procedura, durante il quale – secondo quanto riferito dalla delegazione – il responsabile operativo del Ministero ha mostrato apprezzamento per il racconto della “nobile prima contea normanna d’Italia”, presentato dal sindaco con entusiasmo e passione. Nel dialogo è emersa anche la valenza simbolica della candidatura come segnale di riscatto per un territorio inserito nella Terra dei Fuochi, che punta a voltare pagina valorizzando storia, emergenze culturali, patrimonio artistico-monumentale ed eccellenze enogastronomiche.
Il contributo della città e delle competenze – L’assessore Rufino ha rimarcato l’importanza, ai fini di una candidatura solida, della presenza sul territorio di una rete associativa e di terzo settore ampia e qualificata. La consigliera Turco ha posto l’accento sulla ricchezza di monumenti, simboli e luoghi identitari che caratterizzano Aversa. De Chiara ha invece inquadrato il progetto nel più ampio significato delle celebrazioni per il millenario, ricordando come la nascita della prima contea normanna d’Italia rappresenti anche, per il Mezzogiorno, l’avvio di quel processo storico che porterà alla formazione delle basi dello Stato moderno.
Consigli sul dossier e incontri istituzionali – La giornata romana è proseguita con l’incontro con Uccio Missineo, professore di Marketing aziendale e culturale, che ha offerto indicazioni utili per la costruzione del dossier di candidatura, forte dell’esperienza maturata con la città di Catania nella competizione per il 2028. La delegazione ha poi partecipato alla mostra Roma Terzo Millennio e, al termine, ha incontrato l’onorevole Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.
Un’agenda fitta di appuntamenti che ha permesso di gettare le basi di un progetto definito ambizioso e strategico, capace di incidere sulla percezione della città e dell’intero territorio. Un percorso che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, richiede una condivisione ampia e trasversale. È lo stesso Matacena a ribadirlo: “perché la candidatura di Aversa a ‘Capitale Italiana della Cultura’ è un’occasione che non possiamo perdere per promuovere a livello nazionale ed internazionale il nostro territorio”.

