Aversa (Caserta) – Il nodo del dimensionamento scolastico preoccupa le realtà cosiddette “più fragili”. Il 29 dicembre scorso, nella sede della Regione Campania, al Centro Direzionale di Napoli, si è tenuta la riunione sulla programmazione della rete scolastica e sull’offerta formativa per l’anno 2026-2027, convocata a seguito dell’ordinanza del Consiglio di Stato numero 04543/2025. Nel corso dell’incontro, le organizzazioni sindacali hanno ribadito una posizione di netta contrarietà agli accorpamenti, pur entrando nel merito delle proposte avanzate dall’amministrazione, provincia per provincia, e presentando correttivi alternativi con l’obiettivo di salvaguardare le specificità territoriali e la qualità dell’offerta formativa.
Il caso Aversa – Per la provincia di Caserta, con particolare riferimento al territorio di Aversa, è intervenuto Gennaro Lampitiello, segretario provinciale del sindacato Ugl Istruzione, che ha espresso una ferma contrarietà all’ipotesi di accorpamento del Terzo Circolo Didattico con l’istituto comprensivo Gaetano Parente, evidenziando innanzitutto la mancata convocazione del sindaco e dell’assessore competente al ramo. Nel suo intervento è stato, inoltre, sottolineato come il Terzo Circolo operi in un contesto sociale particolarmente complesso, all’interno dell’area delle case popolari, caratterizzata da alti livelli di dispersione scolastica e da una forte presenza di alunni provenienti da famiglie con gravi difficoltà socio-economiche.
I rischi dell’accorpamento – Secondo quanto evidenziato dal sindacalista, un accorpamento di questo tipo rischierebbe di indebolire ulteriormente una realtà scolastica che svolge una funzione educativa e sociale essenziale sul territorio, anziché rafforzarla attraverso risorse adeguate e interventi mirati di contrasto alla dispersione e al disagio.
Ipotesi commissariamento Usr – Si è discusso anche dell’ipotesi di un possibile commissariamento dell’Ufficio Scolastico Regionale qualora non si dovesse raggiungere un accordo entro i tempi previsti. In uno scenario del genere, gli accorpamenti potrebbero essere decisi d’ufficio, senza un confronto con le parti sociali e con i territori interessati.
Preoccupazioni su Pnrr e numeri regionali – Resta, infine, alta la preoccupazione per le possibili ricadute sui fondi del Pnrr, legate ai ritardi nella riorganizzazione della rete scolastica a livello nazionale. Per la Campania il quadro viene definito critico: sarebbero 23 gli istituti scolastici a rischio, con un totale che potrebbe scendere a 830 scuole sull’intero territorio regionale. Ad oggi, non si registrano risposte ufficiali, se non un articolo apparso nei giorni scorsi su Il Mattino. Le sigle sindacali restano in attesa di riscontri, dopo aver presentato proposte dettagliate punto per punto, provincia per provincia.

