Cinque colpi esplosi in pieno giorno, lungo una strada di Gragnano. Non gli hanno lasciato scampo. Alfonso Cesarano, 34 anni, è stato ucciso nel pomeriggio di oggi in via Cappella della Guardia, freddato mentre rientrava verso la sua abitazione a bordo di uno scooter. L’uomo era detenuto ai domiciliari con braccialetto elettronico, ma usufruiva di permessi per motivi di lavoro.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, intervenuti insieme ai colleghi del nucleo investigativo di Torre Annunziata, il delitto si è consumato intorno alle ore 16. Cesarano, originario di Lettere, sui Monti Lattari, è stato raggiunto da cinque proiettili. La scena dell’agguato si trova a pochi metri dalla sua abitazione. Sul posto sono in corso i rilievi tecnici.
Le indagini puntano a fare luce sulla dinamica e, soprattutto, sul movente. La vittima era già nota alle forze dell’ordine ed era ritenuta vicina al clan Di Martino, attivo nella zona insieme al gruppo Afeltra per il controllo del traffico di droga e armi tra Lettere, Pimonte e Agerola. Al momento, l’ipotesi più accreditata è quella di un regolamento di conti maturato all’interno della guerra per il controllo degli affari illeciti.
Non era la prima volta che Cesarano finiva nel mirino. Nel dicembre di due anni fa era riuscito a salvarsi dopo un attentato a colpi di kalashnikov, avvenuto nei pressi del pastificio di famiglia a Lettere. Questa volta, invece, i killer non hanno fallito.
I militari dell’Arma stanno esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nei pressi dell’incrocio dove si è consumato l’agguato. Le riprese potrebbero aver immortalato i sicari in azione o fornire elementi utili per risalire al commando.
Cesarano era ai domiciliari per un’accusa di tentato omicidio legata a una lite con alcuni vicini di casa. Pur essendo sottoposto a sorveglianza con braccialetto elettronico, era autorizzato a uscire per ragioni lavorative. Il delitto si è consumato proprio durante il rientro a casa.