La storia di San Canio unisce Calitri e Sant’Arpino allo Sponz Fest

di Redazione

A Calitri (Avellino), mercoledì 27 agosto, la prima giornata dello Sponz Fest, intitolato quest’anno “Sponz Eden”, è stata teatro di un evento toccante e profondamente significativo. Un’esperienza di incontro e scambio culturale che ha saputo gettare un ponte spirituale tra due realtà apparentemente distanti: Calitri e Sant’Arpino. Al centro di questo legame, una figura che attraversa i secoli e unisce le due comunità: San Canio.

L’incontro è stato ispirato e reso possibile dalla dedizione di Giuseppe Dell’Aversana, studioso e cittadino di Sant’Arpino, che ha speso anni nella ricerca e nella raccolta di fonti per il suo libro, un’opera che ricostruisce la vita e l’opera di evangelizzazione di San Canio ad Atella. L’obiettivo era chiaro: non solo celebrare il santo, ma anche rafforzare la consapevolezza e l’orgoglio di una storia condivisa. A fare da cassa di risonanza a questo progetto, due giovani volontarie del servizio civile, della Pro Loco di Sant’Arpino, Maria Marroccella e Desideria Nasti.

Con la spontaneità e la curiosità tipiche della loro età, hanno coinvolto i calitrani in un’indagine appassionata e sincera. Non si trattava di un’intervista formale, ma di una conversazione a cuore aperto. Hanno chiesto a persone di tutte le età come vivono il culto di San Canio, quali storie conoscono e quale valore attribuiscono alla figura del loro patrono. Il dialogo tra le vecchie e le nuove generazioni ha rivelato un tesoro di memorie e tradizioni. I racconti degli anziani, intrisi di fede e devozione, si sono intrecciati con le prospettive più fresche dei giovani, curiosi di riscoprire le proprie radici. Ne è emerso un vero e proprio reportage culturale, un mosaico di voci che ha confermato la vitalità del legame con il santo e, attraverso di lui, con la storia del territorio.

“Questo scambio – hanno sottolineato le due giovanissime ‘inviate’, Marroccella e Nasti – non è stato solo un momento di pura conoscenza, ma una dimostrazione che la cultura, quando è vissuta e condivisa, ha il potere di connettere le persone in modo autentico e profondo. A Calitri, nel contesto vibrante e creativo dello Sponz Fest, la storia di San Canio è tornata a vivere, non solo sui libri, ma nel cuore delle persone. L’incontro dell’altro giorno ha dimostrato che le radici non sono un peso, ma un’àncora che ci unisce, anche a chilometri di distanza. Un’esperienza che lascia una certezza: il filo spirituale che lega Calitri e Sant’Arpino non si è mai spezzato e, grazie a iniziative come questa, continuerà a tessere la sua storia per le generazioni a venire”.

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