Cultura

Reggia di Caserta, incontro di approfondimento sua valorizzazione serre borboniche

di Redazione

Con la pubblicazione avvenuta nell’agosto scorso del primo bando dedicato al recupero in chiave culturale e produttiva delle serre borboniche, che mira a coinvolgere partner privati, continua il percorso di valorizzazione degli spazi della Reggia di Caserta in un’ottica di sviluppo sostenibile, circolarità e impresa attiva. Alla Reggia di Caserta ci sarà, infatti, un’occasione di conoscenza e sopralluogo per gli interessati a partecipare all’avviso che scadrà il 5 dicembre 2022. – continua sotto –

Per le antiche serre borboniche della Reggia di Caserta è tempo di una vera e propria rivoluzione: la Direzione punta al loro recupero grazie al primo avviso pubblico di Semi – Sviluppo e Meraviglia d’Impresa, non solo per renderle nuovamente fruibili ai tantissimi visitatori della Reggia di Caserta (nel solo mese di agosto sono state registrate 102.000 presenze, il numero più alto registrato dal 2014) ma anche per restituirgli quella funzione produttiva che le caratterizzava all’epoca borbonica.

La Reggia di Caserta ospiterà il 20 ottobre un’iniziativa in presenza, per conoscere nel dettaglio gli elementi caratterizzanti e guardare da vicino l’area da riqualificare. L’appuntamento è pensato appositamente per approfondire e rispondere a eventuali dubbi dei soggetti interessati a sottoscrivere la manifestazione di interesse: da tutti gli operatori economici fortemente orientati al mondo della botanica, della floricoltura e delle scienze ambientali (florivivaisti, operatori economici del verde) ad architetti e progettisti del paesaggio, fino ad aziende del settore culturale che si occupano di mediazione, educazione, valorizzazione e restauro. – continua sotto –

L’evento si pone come fondamentale incontro di approfondimento e conoscenza. La giornata sarà suddivisa in due momenti: la mattina sarà dedicata allo studio dell’avviso e dei dettagli tecnici. Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta, Marco d’Isanto, consulente per imprese e istituzioni culturali, e il team della Reggia di Caserta illustreranno le diverse caratteristiche dell’avviso, in particolare il valore e il ruolo del partenariato pubblico-privato, vero punto di forza dell’intero progetto di Semi. Questa modalità di gestione, infatti, prevista dalla normativa (articolo 151 comma 3 del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50), è già una buona prassi in diversi progetti già attivati dalla Reggia di Caserta, che da tempo punta sulla collaborazione tra pubblico e privato per la tutela, la salvaguardia e la promozione di specifiche aree e spazi del complesso vanvitelliano. Il pomeriggio invece, spazio al sopralluogo nel Giardino Inglese e nelle aree delle serre borboniche. Insieme ai tecnici della Reggia di Caserta sarà possibile osservare da vicino l’attuale situazione delle serre e valutare in loco i possibili interventi e utilizzi dello spazio da proporre nella manifestazione di interesse.

La giornata del 20 ottobre diventa così anche il momento ideale per attivare alleanze e collaborazioni nell’ottica della creazione di gruppi misti di lavoro che possano partecipare all’avviso come unico soggetto, soddisfacendo tutti i diversi requisiti specificati nel testo. Leggi e partecipa all’avviso pubblico https://bit.ly/AvvisoPubblicoSEMI. L’evento è riservato agli operatori che intendono presentare un progetto. Per iscriversi, compilare il seguente form https://forms.gle/UtkJGzgWLWCzp45K6.

L’avviso pubblico: dettagli e finalità – L’avviso riguarda una vasta area a vocazione produttiva delle antiche serre borboniche: quasi 8000 mq che comprendono la serra borbonica in muratura, la serra a botte, quella del XIX secolo e quella moderna (XX secolo). La speciale forma di partenariato scelta permetterà di lavorare allo stesso tempo su processi di salvaguardia, recupero, manutenzione, gestione, produzione, apertura, fruizione, promozione, sperimentazione e ricerca: nei fatti, verrà promossa una valorizzazione completa del patrimonio culturale realizzata in concerto con la pubblica amministrazione. I soggetti che sceglieranno di partecipare avranno quindi diverse azioni da perseguire: dovranno costruire un rapporto stabile e strutturato con i centri di ricerca e le università, in particolar modo con i due poli già coinvolti nella valorizzazione e nella conservazione del Museo Verde della Reggia di Caserta, l’Università degli Studi di Bologna e l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dovranno prevedere un investimento finalizzato al restauro conservativo degli edifici e impegnarsi a co-progettare insieme alla direzione della Reggia di Caserta un piano di rilancio delle attività produttive. Per fare questo, la Reggia di Caserta metterà a disposizione i documenti di archivio e i cataloghi storici, in cui è possibile identificare moltissimi esemplari della collezione storica delle serre, come la collezione delle celebri camelie. Sempre all’interno dell’avviso è esplicitata anche la pianificazione di attività indirizzate ad incrementare la fruizione degli spazi, la divulgazione delle tematiche ambientali, la riproduzione del patrimonio vegetale storico, la diffusione del concetto di cura al fine promuovere la necessaria consapevolezza del complesso quanto mai attuale rapporto uomo-ambiente. Attività strettamente connesse a quelle di mediazione, educazione e animazione, che dovranno essere supportate da un piano strategico ben definito. – continua sotto –

Reggia di Caserta e partenariato pubblico-privato: una scelta vincente – “La Reggia di Caserta, in un’ottica di sostenibilità legata agli obiettivi dell’Agenda 2030 e di promozione di tutte le forme di produzione di qualità, ha avviato un’intensa attività di collaborazione finalizzata alla valorizzazione del Complesso Vanvitelliano, del territorio regionale e nazionale e delle sue eccellenze in una logica di bene comune e responsabilità condivisa – ha dichiarato Tiziana Maffei, direttore della Reggia di Caserta – Il partenariato pubblico-privato può infatti essere un’occasione di arricchimento reciproco, in grado di creare connessioni tra i portatori di risorse e competenze e di generare senso di appartenenza e desiderio di prendersi cura del patrimonio culturale nazionale”. Una scelta che la Reggia ha già testato per altri progetti, come ad esempio quello dedicato a “Oro Re”, il primo vino della Reggia di Caserta, prodotto da Tenuta Fontana nella vigna del Bosco di San Silvestro, di cui è stata presentata la prima bottiglia in occasione dello scorso Vinitaly. Lo stesso approccio si ritrova anche nella proficua collaborazione con la Cooperativa Eva, che grazie alle arance del Parco Reale ha creato la “Marmellata delle Regine” e altri prodotti in un’ottica no waste. “Questa forma di partenariato è speciale perché punta a rivitalizzare il patrimonio culturale in modo nuovo – ha dichiarato Marco d’Isanto, consulente per imprese e istituzioni culturali – Grande valore è dato alla comunità e alle connessioni che si possono creare, in un’ottica di sussidiarietà orizzontale dove il bene pubblico interessa tutti, cittadini, comunità, istituzioni e soggetti privati”.

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