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Caso Durigon, Salvini: “Più che bufera è venticello, M5S vuole coprire Grillo”

“Più che una bufera, mi sembra un venticello. La bufera è altro per fortuna. Non c’è neanche un’inchiesta”. Così Matteo Salvini, a margine di una visita milanese in Largo Volontari del Sangue, ridimensiona il caso del sottosegretario leghista al Mef, Claudio Durigon, scatenato dall’inchiesta di Fanpage. – continua sotto – 

Per il leader della Lega, Durigon non dovrebbe dimettersi: “Neanche lontanamente, io guardo ai fatti. Guardo a quello che è successo alla Lega, di tutto e di più”. Salvini pensa che il M5S “stia facendo questo cinema per coprire il casino a casa Grillo”, ma “se siamo tutti presunti indagati questa è Nord Corea”. – continua sotto – 

Al sottosegretario, accusato per frasi estrapolate da un video che dimostrerebbero la presunta facoltà di condizionare un generale della Guardia di Finanza nell’inchiesta che riguarda i finanziamenti alla Lega, da parte del segretario del Carroccio “assoluta e totale solidarietà e stima”. Salvini insomma liquida la faccenda, asserendo di “parlare di cose serie”. Per questo, dice di aver sentito Durigon solo “per chiedergli di bloccare le cartelle esattoriali”, perché “domani rischiano di partire 30 milioni di cartelle esattoriali”. IN ALTO IL VIDEO

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