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AlmaDiploma traccia il profilo dei diplomati nell’anno della pandemia

Il 18esimo Convegno di AlmaDiploma, organizzato per presentare gli Esiti a distanza e il Profilo dei diplomati nell’anno della pandemia, percorsi di orientamento e scelte nella scuola secondaria di I e II grado, si è svolto venerdì 19 febbraio in modalità webinar. I lavori, che hanno registrato quasi 200 partecipanti, sono stati introdotti da Silvia Ghiselli, Ufficio Indagini e Statistiche AlmaLaurea, e coordinati dal direttore di AlmaDiploma, Renato Salsone. In rappresentanza delle Istituzioni era collegata da remoto l’onorevole Francesca Puglisi. – continua sotto – 

Davide Cristofori, Ufficio Indagini e Statistiche AlmaLaurea, ha illustrato il Profilo dei Diplomati 2020: presentazione della XVIII Indagine AlmaDiploma. La rilevazione analizza l’origine sociale, la riuscita scolastica, le valutazioni e le prospettive post-diploma degli studenti appena usciti dalla scuola secondaria di secondo grado. Restituisce una misura sintetica dell’efficacia interna del sistema scolastico, un insieme di indicatori utili come strumenti di autovalutazione per le scuole e per tutto il sistema scolastico. – continua sotto –

Gli Esiti a Distanza dei Diplomati a uno e tre anni dal conseguimento del titolo: presentazione della XV Indagine AlmaDiploma sono stati, invece, presentati da Claudia Girotti, Ufficio Indagini e Statistiche AlmaLaurea. La rilevazione analizza gli esiti dei diplomati nei primi anni successivi al conseguimento del titolo e permette di valutare anche la qualità della formazione acquisita. Oltre alla valutazione dell’esperienza scolastica, l’indagine analizza le scelte post-diploma e relative motivazioni, le caratteristiche del percorso universitario scelto, i ripensamenti dei diplomati, nonché le caratteristiche del lavoro svolto. Con Greta Mazzetti, Dipartimento di Scienze dell’Educazione – Università di Bologna, si è parlato anche del Percorso almamedie: supporto alla scelta della scuola secondaria di secondo grado. Un importante contributo è stato, poi, offerto dagli interventi di Anna Maria Ajello, presidente Invalsi, e Gianluca Argentin, Sociologo presso l’università di Milano Bicocca. – continua sotto –

Il presidente AlmaDiploma, Mauro Borsarini, infine, ha concluso l’incontro precisando: «È interessante rilevare come il generale e complessivo apprezzamento da parte dei nostri ragazzi, per gli sforzi profusi dalle Istituzioni Scolastiche nel reinventarsi con la Didattica Digitale, si scontri con la preoccupazione che hanno gli stessi studenti di perdere un’occasione per prepararsi al futuro. In modo semplice e diretto, dunque, ci confermano che la scuola è per loro un importante riferimento di formazione e di crescita. Lo è anche e soprattutto se diventa un’opportunità significativa e concreta; se rende possibile una esperienza di relazione diretta e non mediata dalla tecnologia, o perlomeno non in modo esclusivo». – continua sotto –

Profilo dei diplomati 2020 – XVIII Indagine AlmaDiploma Popolazione di riferimento: 36.457 diplomati AlmaDiploma 2020 coinvolti (Licei 57,2%|Tecnici 34,6%|Professionali 8,3%) – 213 Istituti coinvolti – Regioni più rappresentate Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige – 79,3% tasso di risposta. – continua sotto –

VALUTAZIONE DELLA SCUOLA: AUMENTA IL GRADIMENTO Tra il 2018 e il 2020, a parità di istituti nelle tre indagini (2018 – 2019 – 2020) che hanno riguardato 181 Istituti per un totale di 91.594 diplomati, aumenta il gradimento degli studenti per molti aspetti dell’esperienza scolastica (ad esempio, +3,4 punti percentuali per l’esperienza complessiva). L’aumento è particolarmente evidente proprio nell’ultimo anno, quando i ragazzi si ritrovano a valutare l’intera esperienza scolastica in pieno lockdown e didattica a distanza. Cresce in modo consistente il gradimento per i docenti (+4,1 punti percentuali soddisfatti per disponibilità al dialogo; +3,3 soddisfatti per chiarezza nell’esposizione), la quota di chi rifarebbe lo stesso percorso nella stessa scuola (+6,6), ma anche il gradimento per alcuni aspetti organizzativi messi in campo dalla scuola quali la comunicazione (+11,5) e le attività di recupero (+7,9). La sensazione è che i ragazzi esprimano le loro opinioni sulla scuola con “nuovi occhi”, rivalutandola su diversi aspetti. Tutto questo, in un contesto in cui aumenta il tempo dedicato allo studio individuale (+4,1 punti tra chi dedica allo studio almeno 15 ore alla settimana) e la partecipazione a corsi di lingua extra-scolastici (+13,7) in una dimensione sempre più “social” (+3,8 punti tra chi utilizza in modo attivo più volte al giorno i social network). – continua sotto –

ORIENTAMENTO: PIÙ FIDUCIA AI DOCENTI Tra il 2018 e il 2020, a parità di istituti, aumenta la quota di chi ha svolto attività di orientamento post-diploma organizzate dalla scuola (+3,6 punti) e nell’ultimo anno aumenta anche il livello di adeguatezza delle informazioni ricevute sia sul mondo del lavoro (+3,6 soddisfatti) sia sui percorsi formativi successivi (+4,3). Contemporaneamente, cala la rilevanza attribuita dagli studenti ai consigli dei genitori (-8,8) nella scelta post-diploma mentre cresce quella relativa ai consigli dei docenti (+4,4), come se in questo momento storico i ragazzi si affidino di più ai loro docenti rispetto a prima.  – continua sotto –

DAD, POCHE LUCI E MOLTE OMBRE L’opinione degli studenti sulla didattica a distanza presenta alcune luci e molte ombre: se è vero che la grande maggioranza ha apprezzato l’efficienza organizzativa (il 77,9% degli studenti) e la continuità delle lezioni garantita dagli insegnanti (il 90,3% degli intervistati), il 74,3% pensa che la preparazione raggiunta con la didattica a distanza sia inferiore a quella che si sarebbe ottenuta andando a scuola. Da non sottovalutare il fatto che l’adozione della didattica a distanza ha accentuato le difficoltà di alcune fasce di studenti più fragili: quelli che non hanno avuto l’accesso esclusivo ai dispositivi, chi ha dovuto chiedere il supporto alla scuola, generalmente più presenti tra i professionali e tra chi ha un background familiare meno favorito. – continua sotto –

LA PREOCCUPAZIONE LO STATO D’ANIMO PREVALENTE I diplomati hanno vissuto questo momento di didattica a distanza con emozioni contrastanti, ma lo stato d’animo prevalente è la preoccupazione. Si sentono più preoccupati i diplomati dei percorsi professionali (il 40,9%), quelli che temono maggiormente la ripercussione della crisi sulle opportunità occupazionali e le ragazze (il 41,3%) rispetto ai compagni (come emerge anche dal percorso AlmaOriéntati, rispecchia più che altro le differenze di genere nell’autopercezione della realtà). – continua sotto –

Esiti occupazionali e formativi A DISTANZA DEI DIPLOMATI A UNO E TRE ANNI DAL CONSEGUIMENTO DEL TITOLO – XV Indagine 2020 – Popolazione di riferimento: Oltre 93.000 diplomati AlmaDiploma coinvolti di cui per il 2019: 46.066 di 289 Istituti e per il 2017: 47.642 di 312 Istituti – Rilevazione CAWI 2020 2 settembre / 27 ottobre – Interviste: n. 13.500 (Dati riproporzionati). – continua sotto –

Giudizio dell’esperienza scolastica La scelta del percorso di scuola secondaria di secondo grado avviene notoriamente in un momento molto delicato, nel quale il ragazzo ha raramente raggiunto la maturità necessaria per compiere una scelta consapevole, così che famiglia e insegnanti della scuola secondaria di primo grado esercitano un ruolo di primaria importanza nella scelta del percorso da compiere. È probabilmente per tali ragioni che alla vigilia della conclusione degli studi secondari di secondo grado poco più della metà dei diplomati del 2019 dichiara che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso indirizzo/corso nella stessa scuola (57,5%), mentre la restante parte compierebbe una scelta diversa (ripetendo il medesimo indirizzo/corso ma in un’altra scuola o scegliendo un diverso indirizzo nella stessa scuola; a questi, si aggiungono quanti farebbero una scelta totalmente diversa, cambiando sia scuola sia indirizzo). – continua sotto –

A un anno dal diploma il quadro si modifica. La quota di contattati che replicherebbe esattamente il percorso scolastico aumenta (61,1%) e, conseguentemente, diminuisce la percentuale di chi varierebbe, anche solo parzialmente, la propria scelta. I diplomati liceali e i tecnici risultano essere tendenzialmente i più appagati dalla scelta compiuta, con un aumento, rispetto a quanto dichiarato al momento del diploma, della quota di chi, a un anno dal titolo, confermerebbe la scelta fatta. I diplomati meno convinti della scelta compiuta a 14 anni, stando alle dichiarazioni rese alla vigilia dell’Esame di Stato, invece, sono soprattutto quelli degli istituti professionali (47,9%); tra questi, inoltre, nel corso del primo anno successivo al conseguimento del titolo di studio, si acuisce il malcontento rispetto alla scelta compiuta, in particolare con riferimento a quanti cambierebbero sia scuola sia indirizzo (34,7%). È vero, tuttavia, che, contemporaneamente, si osserva un aumento (50,7%), dopo un anno dal titolo, anche della quota di chi ripeterebbe la medesima esperienza scolastica. – continua sotto –

Esiti occupazionali e formativi post-diploma I dati del 2020 confermano che, a un anno dal diploma, un’elevata quota di diplomati (70,3%) risulta iscritta all’università, dedicandosi esclusivamente agli studi o conciliando studio e lavoro. Mentre a tre anni dal diploma la percentuale iscritta all’università è del 66,5%. L’analisi temporale (effettuata sui 249 istituti che hanno partecipato a tutte e tre le ultimi indagini: 2018, 2019 e 2020) mostra un aumento, soprattutto nell’ultimo anno, della quota di diplomati iscritti all’università (+5,3 punti percentuali) (considerando le principali motivazioni alla base della scelta di iscriversi all’università, nel triennio in esame si osserva un aumento di diplomati si iscrivono per migliorare la propria formazione culturale e una diminuzione di quanti ritengono che la laurea sia necessaria per trovare lavoro) e una diminuzione della quota di occupati (-5,4 punti percentuali), nelle due componenti: diplomati che lavorano solamente e diplomati che lavorano e contemporaneamente studiano all’università. – continua sotto –

Ripensamenti e ruolo dell’orientamento Per una parte di diplomati la scelta di proseguire la propria formazione iscrivendosi all’università non è risultata vincente, portandoli a interrompere gli studi universitari (il 5,6% a un anno e l’8,0% a tre anni) o a cambiare il proprio percorso di studio (l’8,9% a un anno e l’11,8% a tre anni). Tra le principali motivazioni alla base di tali ripensamenti emergono quelle legate ad una insoddisfazione rispetto alle aspettative iniziali, in termini di discipline insegnate, difficoltà del corso e insoddisfazione per l’ateneo (organizzazione, strutture, ecc.). A questo si lega il tema dell’orientamento e dell’importanza di operare una scelta consapevole. I dati di AlmaDiploma permettono di analizzare le diverse performance universitarie distintamente per i diplomati che durante la scuola secondaria di secondo grado hanno svolto o meno il percorso AlmaOrièntati evidenziando tra i primi una minore quota di ripensamenti (14,2% rispetto al 15,3%) e un maggior numero di crediti universitari maturati nel primo anno post-diploma (39,3 CFU rispetto ai 36,1 CFU maturati da chi non ha compilato il percorso AlmaOrièntati). – continua sotto –

Caratteristiche del lavoro svolto L’analisi temporale (effettuata sui 249 istituti che hanno partecipato a tutte e tre le ultimi indagini: 2018, 2019 e 2020) mostra, fino ai primi mesi del 2020, un tendenziale miglioramento delle caratteristiche del lavoro svolto a un anno dal diploma, in particolare in termini di retribuzione (+5,5%) e coerenza tra studi compiuti e lavoro svolto (+4,6 punti percentuali). Con lo scoppiar dell’epidemia da Covid-19 il quadro si è modificato profondamente, tanto che tutti gli indicatori sopra menzionati risultano in forte peggioramento. – continua sotto –

INDAGINE COMPLETA AI SEGUENTI LINK: almadiploma.it/indagini/profilo2020 – almadiploma.it/occupazione2020

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