Orta di Atella

Orta di Atella, i “Giovani Ortesi” incontrano Roberto Carlino della Nasa

Orta di Atella (Caserta) – L’associazione giovanile “Go – Giovani Ortesi” di Orta di Atella, in provincia di Caserta, ha organizzato, venerdì pomeriggio, l’evento virtuale denominato “Astro Go”: si tratta di una videoconferenza on-line incentrata sui temi dello spazio e dell’universo accompagnata dalle testimonianze di Roberto Carlino, ingegnere aerospaziale impegnato nel progetto della Nasa intitolato “Astrobee”, il programma dell’agenzia spaziale statunitense che ha come obiettivo lo sviluppo di sistemi di robotica grazie ai quali potrà funzionare la futura stazione orbitante attorno alla Luna. – continua sotto – 

“Nonostante il distanziamento sociale e le limitazioni a causa del coronavirus i Giovani Ortesi non si fermano e proseguono nel loro lavoro divulgativo”, afferma il vicepresidente dell’associazione Domenico Del Prete, che prosegue: “Abbiamo deciso di realizzare questa iniziativa per esplorare uno dei temi più misteriosi e affascinanti di sempre, ossia la scoperta dello spazio. L’incontro, avvenuto in diretta streaming sui nostri canali social, ha visto una partecipazione ampia soprattutto da parte dei più giovani, incuriositi e interessati da un tema così attuale che stimola i sogni e l’immaginazione”. – continua sotto – 

Tra gli organizzatori dell’evento c’è anche Oreste Russo, giovane ingegnere ortese: “La scelta dell’argomento non è casuale ed è legata alla curiosità e all’esplorazione che fanno parte della natura umana. Roberto Carlino è uno dei massimi esperti in materia”. Russo si sofferma, poi, sugli effetti che ancora oggi ha l’esplorazione dello spazio sull’immaginazione: “L’esplorazione non rappresenta la sola ambizione dell’uomo di sopravvivere al proprio tempo ma è anche l’esigenza che ci spinge a oltrepassare i nostri limiti. A un certo punto perfino la Terra è sembrata troppo piccola per accogliere i nostri sogni, così abbiamo iniziato a sognare in grande, alzando gli occhi verso le stelle. Solamente in questo modo i nostri sogni hanno finalmente iniziato volare tra le orbite e i pianeti, alla scoperta dello spazio profondo e sconosciuto”.

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