Aversa

Aversa, Pollini (Confesercenti): “Un’altra pagina nera per la città, senza governo non c’è crescita”

Aversa (Caserta) – Il serio rischio di una prematura fine dell’amministrazione guidata Alfonso Golia ha scatenato una serie di reazioni e di commenti. Anche Maurizio Pollini, vicepresidente di Confesercenti Campania e Molise, fa alcune considerazioni sul “triste” primato di Aversa che per tre volte consecutive, se anche in questa occasione si dovesse determinare la fine dell’amministrazione, deve subire lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. – continua sotto – 

“Un’altra pagina nera della politica aversana – esordisce Pollini – è stata scritta con la mancata approvazione degli equilibri di bilancio che ha segnato la fine ‘politica’ dell’amministrazione guidata dal sindaco Alfonso Golia lasciando la città senza una guida. Una vera sconfitta per la politica e per Aversa che ormai ha un primato nazionale quello dello scioglimento anticipato del consiglio per ben tre volte consecutive. In nessun altro posto d’Italia si è arrivati a questo triste primato. E a pagarne le conseguenze sono sempre Aversa e i cittadini aversani. Siamo sempre stati per la governabilità, lo abbiamo detto in occasione della caduta del compianto Sagliocco, lo abbiamo detto in occasione della sfiducia a De Cristofaro e lo ripetiamo oggi che a cadere sotto la scure della sfiducia è il sindaco Golia”. – continua sotto – 

“La città da tempo spera – continua Pollini – di ritornare alla governabilità ed ai fasti di tanti anni fa, quando la classe politica fu capace di portare ad Aversa ben due Facoltà universitarie: Ingegneria e Architettura. Quando i partiti politici, vera palestra per gli amministratori locali e non, erano il luogo della crescita e del confronto, della dialettica e della sintesi. Noi siamo, dunque, per la governabilità, per la capacità di stare insieme uniti da un comune obbiettivo: quello di lavorare per i nostri figli, per i nostri nipoti. Siamo per una politica del fare che metta mano alla creazione di infrastrutture, che ponga in essere circuiti virtuosi che attivino e incrementino il turismo, che favoriscano l’afflusso in città di potenziali clienti per le attività commerciali, che creino posti di lavoro per i giovani e che favoriscano la loro permanenza nella nostra città, che creino nuove opportunità lavorative e di crescita economica. Perché tutti abbiamo il dovere morale verso i nostri figli ed i nostri nipoti di costruire una città migliore che si possa proiettare tra quelle più rappresentative non solo della provincia ma della regione e di tutta l’Italia. Oggi, invece, è saltato un nuovo progetto politico, quello che ci avevano presentato come il rinnovamento e, nonostante i numerosi volti nuovi a sedere in Assise, abbiamo ancora una volta assistito al trionfo delle vecchie logiche e dei vecchi ed ormai usurati metodi”. – continua sotto – 

“Da questo progetto politico – sostiene Pollini – ci saremmo aspettati una programmazione seria e lungimirante, cosa che era venuta meno in questi ultimi tempi. Invece è arrivato questa ‘sfiducia’ che nessuno si aspettava e che potrà essere una vera iattura in un momento delicato come quello che sta attraversando non solo Aversa, non solo la Campania, non solo l’Italia ma il mondo intero a causa di quello che è un vero e proprio mostro: il Covid-19. Il momento avrebbe richiesto lo sforzo di tutti, magari anche con la costituzione di un governo di salute pubblica, di fare squadra per il raggiungimento di importanti obbiettivi ed invece sono ancora una volta prevalsi i personalismi, le vecchie logiche e i vecchi metodi, il che mi rattrista fortemente ma mi fa anche arrabbiare”. – continua sotto – 

“Mi auguro – conclude – che arrivi ad Aversa una classe politica nuova, che abbia idee nuove, che lavori con metodi nuovi. Nella tristezza di questo accadimento è necessario lanciare anche appelli a dei nuovi soggetti politici che nascono davvero con culture diverse e con prospettive diverse, perché Aversa ha bisogno di una programmazione politica che punti ad uno sviluppo economico, ad un risanamento finanziario e ad una pianificazione a medio e lungo termine. Dove non c’è governo non c’è crescita, non c’è programmazione e non c’è sviluppo!”.

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