Aversa

Aversa, no a racket e usura: Maurizio Pollini nell’assemblea nazionale di Sos Impresa

Aversa (Caserta) – Maurizio Pollini entra a far parte dell’assemblea nazionale di Sos Impresa, associazione nata nel 1991 a Palermo per iniziativa di un gruppo di commercianti per difendere la loro libera iniziativa imprenditoriale, per opporsi al racket e resistere alla criminalità organizzata. L’associazione, in particolare, promuove l’elaborazione di strategie di difesa e di contrasto al racket delle estorsioni, all’usura e a tutte le forme di criminalità che ostacolano la libertà d’impresa. Tutto ciò favorendo sia il diffondersi di nuove iniziative antiracket e antiusura, sia attraverso la predisposizione di adeguate proposte legislative. Inoltre, si impegna a garantire assistenza legale e solidarietà agli imprenditori vittime del fenomeno mafioso ed in particolare a chi è colpito da attività estorsive ed usurarie.

Il riconoscimento per Pollini arriva al culmine di un lungo e costante impegno sul territorio a difesa della legalità. “Questa nomina – spiega Pollini – è frutto di un impegno, portato avanti negli anni, per far sì che si diffondesse la cultura della legalità. Un impegno che ha origini lontane, basti pensare che già nel 2000, ad Aversa, fui l’organizzatore della Fiaccolata per la Legalità, una manifestazione alla quale parteciparono oltre diecimila persone, tra cittadini, imprenditori e rappresentanti della politica e delle Istituzioni. Un impegno che è continuato anche quando, in Confesercenti, ho ricoperto ruoli a carattere provinciale e regionale, cercando di far sì che la legalità entrasse a pieno titolo nel mondo imprenditoriale. Così è stato istituito il codice etico: per entrare in Confesercenti, infatti, bisogna aderire al tale regolamento che pone in posizione centrale la legalità ed il rispetto delle regole”.

“Oggi, rispetto agli inizi del nostro percorso, tante cose sono cambiate e gli imprenditori possono contare sull’appoggio delle Istituzioni, a partire dal Prefetto, Raffaele Ruberto, e dai rappresentanti delle forze dell’ordine sul territorio”, spiega ancora Pollini, sottolineando che, tuttavia, “il particolare momento storico caratterizzato da una grave crisi economica determinata dalla pandemia ha fatto riemerge alcuni fenomeni e, sebbene non fossero mai scomparsi, sono ritornati prepotentemente sulla scena. Piccole e medie imprese, ma anche grandi attività economiche hanno sofferto e soffrono la mancanza di liquidità. Nell’attesa che lo Stato intervenga con strumenti, possibilmente rapidi e certi, potrebbero verificarsi tentativi di penetrazione, nel tessuto produttivo, delle mafie che, è risaputo, possono contare su una enorme liquidità che da sempre cercano di riciclare in imprese ‘pulite’ e al di sopra di sospetti, per poter disporre di una forza economica ‘regolare’, legittima, legale. I momenti di crisi sono quelli che maggiormente favoriscono questi tentativi: sfruttando la disperazione degli imprenditori e la necessità di questi di assicurare la sopravvivenza ai propri familiari, camorra, mafia e altre organizzazioni criminali mettono a disposizione i soldi necessari per uscire dalla crisi, salvo poi, chiedere un salato conto a chi è stato costretto ad affidarsi a loro”.

Per cercare di monitorare la situazione e per evitare che si concretizzino questi tentativi Pollini ha proposto all’amministrazione comunale l’avvio, ad Aversa, di un laboratorio che possa aiutare le imprese sane a non finire inesorabilmente nella rete della criminalità. “Uno strumento – spiega Pollini – che possa servire a sollecitate la massima collaborazione dei cittadini e delle imprese e a favorire la segnalazione di tutti gli episodi di penetrazione, o di tentativi di penetrazione, della criminalità all’interno delle situazioni di maggiore fragilità ed esposizione alle conseguenze economiche della crisi sanitaria attuale. Confidiamo nella massima collaborazione dell’amministrazione comunale – conclude – mentre siamo certi dell’appoggio delle forze dell’ordine territoriali che in più occasioni hanno dimostrato attenzione e sensibilità verso la problematica”.

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