Aversa

Rifiuti “turco-svizzeri” abbandonati nelle campagne tra Aversa e Casaluce

Casaluce (Caserta) – Una trentina di grossi cilindri di ritagli di stoffa di ogni tipo conservati in involucri di cellophane con tanto di etichetta di provenienza e di destinazione. Una piccola bomba ecologica che sembra avere un risvolto da intrigo internazionale scoperta nelle campagne di Casaluce a poca distanza dal centro abitato del popoloso centro alle porte di Aversa. – continua sotto – 

Ad effettuare il ritrovamento Carlo Ortucci, titolare di un fondo che confina con quello interessato dallo sversamento abusivo di rifiuti speciali, una strada interpoderale, in località Fontaniello. L’agricoltore si è rivolto ad un collega giornalista suo compaesano, Antonio Graziano, che ha immediatamente avvisato i carabinieri della locale stazione e il sindaco del comune di Casaluce Antonio Tatone. Dalle etichette adesive appiccicate su questi involucri, che ricordano i pungiball che utilizzano i pugili per allenarsi, si intuisce che si tratta di campioni che una azienda tessile turca avrebbe inviato ad una sorta di laboratorio svizzero che cura il controllo di qualità dei tessuti, la loro compatibilità con le varie leggi che tutelano la salute dell’uomo, prima di essere messi in commercio. Ad occuparsi della vicenda i carabinieri forestali di Caserta che hanno effettuato anche un primo sopralluogo sul posto con diversi militari agli ordini del colonnello Marilena Scudieri, sotto il coordinamento dei magistrati della Procura del tribunale di Napoli Nord in Aversa. – continua sotto – 

L’area interessata dall’abbandono dei rifiuti è stata sottoposta a sequestro giudiziario in attesa della rimozione e dell’esame del materiale abbandonato quasi certamente da qualche ditta incaricata dello smaltimento ufficiale, ma che ha preferito abbandonarlo in aperta campagna, incurante delle conseguenze ambientali, per risparmiare sull’attività di smaltimento legale che ha, ovviamente, i suoi costi. L’azienda svizzera certificatrice della qualità dei tessuti, con sede a Zurigo, che, stando al suo sito, si fregia di operare in maniera ecologica nel massimo rispetto dell’ambiente, sarebbe già stata contattata dagli investigatori ed avrebbe promesso di offrire la massima collaborazione per giungere alla verità sulla presenza dei propri imballaggi in una stradina interpoderale delle campagne di Casaluce, a duemila chilometri dalla loro sede di Zurigo. Insomma, i carabinieri forestali casertani dovranno ricostruire le tappe di questi imballaggi dal momento in cui hanno lasciato i laboratori del certificatore di qualità elvetico o per raggiungere la società turca che aveva commissionato l’esame o per raggiungere, quasi certamente attraverso un soggetto abilitato a questo tipo di attività, un impianto idoneo di smaltimento. – continua sotto – 

Una vicenda, questa di Casaluce, che giunge a pochi giorni dalla decisione del nuovo Consiglio regionale della Campania di non dar luogo alla continuazione della Commissione “Terra dei Fuochi”, adottata, praticamente, all’unanimità e che ha provocato diverse reazioni contrarie. Tra questi quella dell’associazione ambientalista Wwf che chiederà a tutti i consiglieri regionali «che venga istituita una Commissione di inchiesta che garantisca la giusta attenzione che merita il dramma che stanno vivendo le popolazioni presenti in questi territori, e che la stessa non si limiti ad una semplice spartizione di poltrone tra maggioranza ed opposizione, ma che la stessa in stretta collaborazione con gli Enti locali, il Governo Centrale, la Magistratura  e le Forze dell’ordine preposte diano un freno a questo fenomeno sempre più dilagante e pericoloso per la Salute Pubblica e per l’ambiente coinvolto». IN ALTO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA

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