Napoli

Napoli, il “miracolo” di San Gennaro si ripete in era Covid

Anche in era Covid si è ripetuto a Napoli il prodigio del “miracolo” di San Gennaro. L’annuncio della liquefazione del sangue è stato dato alle 10.02 in un Duomo insolitamente vuoto per la festa del santo, causa le restrizioni dovute alla pandemia. (in alto il video, sotto le interviste). Le misure anti Covid hanno previsto che l’accesso nella chiesa cattedrale fosse consentito a sole 200 persone nel Duomo, 100 nella basilica di Santa Restituta, sempre all’interno del Duomo, e 300 sul sagrato dove sono state sistemate sedie con relativo distanziamento e allestito un maxi schermo. Il sangue, come in altre occasioni, era già sciolto nel momento in cui l’ampolla è stata presa dalla teca.

Sull’altare il parterre istituzionale con il sindaco Luigi de Magistris, il governatore Vincenzo De Luca, insieme al vicecapo della Deputazione di San Gennaro, Riccardo d’Andria Carafa, al prefetto di Napoli, Marco Valentini, ai vertici  del distretto giudiziario e delle forze dell’ordine.  “Con gioia e commozione – ha detto cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli – il sangue del nostro santo patrono è sciolto”.

“San Gennaro – ha aggiunto l’arcivescovo – non è stato a guardare, e ci ha accompagnato in questo tempo che ha sconvolto il mondo perché segnato dalla pericolosità di una terribile pandemia da coronavirus, che, purtroppo continua a essere una minaccia. Una pandemia – che ci impone restrizioni e stili di vita rigorosi e assolutamente necessari. Nello stesso modo in cui abbiamo affrontato la prima parte di questa emergenza, testimoniando spirito di sacrificio, senso di responsabilità, compostezza e generosità. Deve essere questo il nostro primo impegno come cristiani e come cittadini di fronte a una prova tanto drammatica quanto attesa. La pandemia apre per Napoli un capitolo nuovo e di prospettiva: tocca a noi trovare la via per uscire più forti e a testa alta da questa crisi”. Il ripetersi del “miracolo” è letto come un buon auspicio per Napoli e la Campania. Quest’ultimo avviene tre volte l’anno: a settembre, nel giorno di San Gennaro, nel sabato che precede la prima domenica di maggio, a dicembre.

 

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