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Ambiente e Salute, il viceministro Sileri ospite del Polieco a Casa Don Diana

Emergenza ambientale in epoca Covid al centro del dibattito promosso dal Polieco a Casal di Principe (Caserta), nel bene confiscato ribattezzato “Casa don Diana”, alla presenza del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. Un’occasione per presentare agli organi di stampa l’edizione 2020 del Forum Internazionale sull’Economia dei Rifiuti organizzato dal consorzio nazionale per il riciclaggio di rifiuti a base di polietilene – presieduto da Enrico Bobbio e diretto da Claudia Salvestrini – che quest’anno, anziché nella tradizionale location di Ischia, si terrà all’Hotel Royal Continental di Napoli il 2 e 3 ottobre.

Presenti, tra gli altri, il viceprefetto Filippo Romano, incaricato nazionale di Governo per il contrasto roghi rifiuti; il generale Ciro Lungo, comandante del Gruppo Carabinieri Forestali della Campania; Simmaco Perillo, presidente della cooperativa sociale Nco, Salvatore Cuoci, coordinatore del Comitato don Diana, e Mirella Letizia, assessore all’Ambiente del Comune di Casal di Principe. E’ stato fatto il punto sulla necessità di rilanciare l’economia circolare, cogliendo nella crisi globale scaturita dalla pandemia l’occasione per uno sviluppo sostenibile che rimetta al centro le persone e l’ambiente. Sviluppo necessario anche per scongiurare rischi per la salute pubblica, come ha sottolineato il viceministro Sileri: “Gran parte delle patologie che abbiamo, aldilà della genetica, si associano ai fattori ambientali. E’ innegabile che laddove c’è più inquinamento e ci sono meno controlli e meno percorsi nel riciclo dei rifiuti è più probabile ammalarsi”. Servono, quindi, regole ferree, come quelle che ha reintrodotto in Campania il presidente De Luca, legate in particolare a misure stringenti su movida, feste e ricevimenti, sulle quali Sileri si dice d’accordo: “Laddove vi sono più contagi e può essere più difficile il controllo delle distanze e dell’utilizzo della mascherina servono regole più rigide”. Regole che rievocano il lockdown generale di mesi fa che ci ha consentito, come sottolineato dal viceministro, “di riappropriarci della nostra quotidianità e di avere più libertà”.

Il Covid-19 ha messo a dura prova l’economia mondiale ma può essere trasformato in opportunità per realizzare la tanto agognata “green economy” e arginare i traffici illeciti. Questo l’auspicio del Forum del Polieco che vedrà anche stavolta a confronto esperti del settore italiani e dall’Estero. Intanto, la pandemia ha fatto emergere, come sostiene Claudia Salvestrini, l’inadeguatezza del sistema rifiuti in Italia: “Il Covid ha messo in evidenzia le incapacità gestionali della gestione dei rifiuti in Italia: carenza di impiantistica e tutte le inefficienze legate alla raccolta differenziata. L’impossibilità di esportare i rifiuti in forme pseudo illegali, se non del tutto illegali, inoltre ha fatto venire fuori l’emergenza correlata alla carenza di impianti. Auspico, quindi, – conclude la direttrice del Polieco – che la due giorni di Napoli sia da sprono alle imprese pubbliche e private a realizzare nuovi impianti e a ricercare la vera green economy verso cui ha sempre puntato il nostro Forum. Solo che 12 anni fa abbiamo cominciato con dei problemi, oggi 2020 ci risiamo con gli stessi problemi, ma inaspriti e peggiorati. E’ il momento, quindi, di darci una scossa per riappropriarci della vera economia circolare”.

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