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Coronavirus, ecco come si tornerà a scuola: banchi, mascherine, test sierologici

Orari fissi di entrate, mascherine, banchi singoli, spazi dilatati, prof dal vivo e in didattica a distanza. Ecco come si tornerà a scuola dal 14 settembre, data “simbolo” che potrà cambiare da regione a istituto. La scuola riaprirà comunque il 1 settembre per il recupero degli apprendimenti; la cerimonia di avvio dell’anno scolastico si svolgerà, alla presenza del presidente Mattarella, a Vo’ Euganeo dove proprio per questo le lezioni prenderanno il via in anticipo il 7 settembre. Sugli orari è al vaglio la proposta della Lombardia di ingressi con tempi differenziati.

Lo scuolabus – L’adozione a bordo dei mezzi di separatori morbidi coerenti con le prescrizioni di sicurezza e la differenziazione degli orari di apertura e di chiusura delle scuole, che permetterà di diluire nel tempo i flussi di accesso. Sono alcune delle proposte per l’utilizzo degli scuolabus, uno degli scogli in vista della riapertura. Ma uno dei passaggi fondamentali sarà una definizione più ampia del concetto dei congiunti, estesa anche a compagni di classe e di lavoro, e dei tempi di permanenza a bordo per derogare al distanziamento di un metro, oltre alla certificazione dei sistemi di aerazione e filtraggio dei mezzi e all’obbligo della mascherina chirurgica sui mezzi di trasporto per gli studenti.

Uso della mascherina – Resta confermato, per ora l’utilizzo della mascherina quando si starà negli spazi comuni e anche quando si è seduti al banco dove non è possibile il distanziamento di un metro. Con le regioni che però sono contrarie. Sul tema, molto dibattuto ci dovrà essere un nuovo intervento del Cts. In ogni caso la deroga sarà consentita per un periodo limitato di tempo e nel frattempo dovranno essere adottate il prima possibile soluzioni per garantire il distanziamento prescritto. Per chi ha meno di 6 anni è già previsto che non si debba utilizzarla.

Controllo della febbre – Il Comitato Tecnico Scientifico non ha reputato opportuna la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso né per gli alunni, né per il personale; la temperatura andrà misurata a casa anche se ci sono Regioni come la Campania dove si sta valutando la possibilità di una misurazione di temperatura a scuola.

La vita negli spazi comuni – La mensa sarà assicurata prevedendo differenti turni tra le classi. Dove i locali mensa non siano presenti o vengano “riconvertiti” in spazi destinati ad accogliere gruppi/sezioni per l’attività  didattica ordinaria, il pasto potrà essere consumato in aula garantendo l’ aerazione e sanificazione degli ambienti e degli arredi utilizzati prima e dopo il consumo del pasto. Sono stati inoltre stanziati 330 milioni di euro per il finanziamento di interventi di adeguamento e di adattamento degli spazi e delle aule. Si tratta di stanziamenti per l’edilizia cosiddetta ‘leggera’.

I banchi – I banchi nuovi verranno forniti da 11 aziende, 7 italiane e 4 straniere, provenienti dall’Ue. I primi banchi sono già arrivati nelle scuole che si sono mosse per tempo e il commissario Arcuri ha annunciato che quelli monoposto arriveranno a partire da venerdì. Entro fine ottobre dovrebbero esserci tutti quelli richiesti, quasi 2,5 milioni, partendo dalle scuole delle zone dove il contagio è più alto.  Attivo l’help desk per le scuole – E’ un aiuto pensato dal ministero dell’Istruzione per aiutare le scuole nella ripresa a cui ci si potrà rivolgere in caso di dubbi e quesiti.

Test sierologici a personale scolastico – La somministrazione è già stata avviata. Ma sottoporsi al test è facoltativo. L’assenza del personale scuola in caso di test sierologico positivo sarà assimilata alla quarantena. Alcuni sindacati dei medici di base chiedono che i test vengano svolti nelle scuole o nelle Asl e non negli studi medici privati.

Cosa fare in caso di contagio – L’Istituto superiore di sanità ha realizzato un documento con le regole per la gestione di casi e focolai di Covid-19 nelle scuole. Non basterà un singolo caso per chiudere scuola. La Asl valuterà di prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori scolastici esposti che si configurino come contatti stretti nelle ultime 48 ore. Ad ogni scuola viene chiesto di nominare un referente Covid-19, che farà da anello di congiunzione con le Asl e verrà formato sulle procedure da seguire. Al referente saranno segnalati i casi di alunni sintomatici. Inoltre, il suo compito sarà quello di controllare eventuali “assenze elevate” (sopra al 40%) di studenti in una singola classe.

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