Aversa

Aversa, aree periferiche liberate dai rifiuti. Polemica su censimento patrimonio arboreo

Aversa (Caserta) – Ripulite via Madonna dell’Olio e via Cuparella. Erano ridotte a discarica a cielo aperto. Sacchi di rifiuti ovunque, tappeti di immondizia a macchia di leopardo. Camminarci a piedi equivaleva ad una vera e propria avventura anche per la visibile presenza di topi. Via Madonna dell’Olio (in territorio di Aversa e Gricignano), per il tratto che va da poco dopo l’istituto scolastico ‘Volta’ sino al cimitero di Cesa era più che un percorso di guerra. Stessa situazione, a grandi linee, per via Cuparella. Via Madonna dell’Olio era stata ripulita alla vigilia del lockdown, ma nemmeno la pandemia in atto aveva bloccato questi moderni untori.

“Ho seguito personalmente i lavori di bonifica di via Madonna dell’Olio e di via Cuparella. Due strade mortificate dallo sversamento illecito dei rifiuti – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Elena Caterino – che avviene anche in altri siti della città. Ieri siamo intervenuti con la bonifica”. Quali le soluzioni? “Quello dello sversamento illecito dei rifiuti in alcuni punti critici della città – ha affermato l’esponente della giunta guidata dal sindaco Alfonso Golia – è un problema che ancora sussiste e per il quale stiamo lavorando ad una serie di strategie come il monitoraggio dei siti attraverso l’ampliamento di impianto di foto camere trappola e di telecamere su tutto il territorio cittadino, con il controllo continuo da parte del Nucleo Ambientale della polizia municipale, con l’organizzare eventi sul territorio che coinvolgano e sensibilizzino la cittadinanza su tematiche ambientali, cura del proprio territorio e della salute dell’individuo e di riappropriazione degli spazi urbani. Si tratta di un problema che debelleremo anche grazie ad una serie di strategie come quella del monitoraggio h24 ampliando l’impianto di video sorveglianza”.

Intanto, scoppia la polemica sulle dichiarazioni della stessa Caterino relative all’avvio di uno studio e di un censimento del patrimonio arboreo pubblico per evitare il diffondersi di malattie e tagli selvaggi. “Leggendo alcune dichiarazioni riguardo il verde della città di Aversa – ha dichiarato l’ex vicesindaco Michele Ronza – voglio ricordare (strano che ancora una volta gli interessati non leggano i documenti) che il Comune di Aversa ebbe un finanziamento (fondi di rotazione) per la stesura del progetto ‘La Verde Aversa’ per monitorare le aree investite a verde pubblico (parchi, giardini, aiuole, alberate stradali) e lo stato fitosanitario di tutte le essenze vegetali che vi si accrescono con particolare attenzione al censimento di alberi, gruppo di alberi, filari, siepi, prati ed altre aree verdi oggetto di tutela”.

“Il progetto definitivo/esecutivo – continua l’ex numero due della precedente giunta De Cristofaro – fu redatto da professionisti individuati nell’ambito di una gara pubblica e approvato con delibera di giunta numero 260 del 28 giugno 2018”. “Il progetto – conclude Ronza – prevedeva una spesa complessiva di 299mila euro, di cui 19mila per spese di progettazione (fondi della regione Campania). Il passaggio successivo era quello di trovare il finanziamento per dar seguito a quanto previsto nel progetto. Cosa è stato fatto? L’attuale amministrazione è a conoscenza di questo progetto? Leggendo l’articolo credo di no. Eppure, esponenti dell’attuale maggioranza erano consiglieri comunali della minoranza. Ad ogni buon fine, nell’interesse della città, chi vuole può trovare il progetto con gli tutti gli allegati nella delibera 260 del 28 giugno 2018. Inutile fare i soliti proclami, il lavoro più importante è stato già fatto”.

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