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Bancarotta dell’edilizia in Cilento: 5 arresti per una truffa da 10 milioni

C’è anche un carabiniere coinvolto nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania (Salerno) che ha permesso di sgominare un’associazione operante nel Cilento e dedita al reimpiego nel settore edile di denaro di provenienza illecita. L’associazione era composta da quattro persone appartenenti alla stessa famiglia: il proprietario di un noto impianto di calcestruzzo, Beton Bert, e sua figlia, ritenuti dagli investigatori i dominus del gruppo e già arrestati per bancarotta fraudolenta nel 2013, un fratello con il ruolo di prestanome nelle diverse società satellite ed il marito della figlia, imprenditore originario della provincia di Napoli.

Le indagini, condotte dai militari della Guardia di Finanza di Salerno, hanno permesso di appurare che gli indagati, come scrive il procuratore della Repubblica, Antonio Ricci, nel comunicato stampa, “si avvalevano di un “sistema di amicizie” grazie al quale l’organizzazione veniva per tempo informata degli eventuali controlli presso i cantieri”.

Sottoposti a sequestro preventivo 59 fabbricati, 37 terreni, un impianto di produzione di calcestruzzo con betoniere, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro. Le indagini erano partite dalla posizione economica di un imprenditore edile che, nel tempo, ha acquisito il monopolio del settore edilizio tra Ascea e le zone limitrofe; i capitali, hanno ricostruito le Fiamme Gialle, sarebbero quelli provenienti da procedure di bancarotta pilotate. IN ALTO IL VIDEO

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