Processo Eco4, torna libero Gennaro Sorrentino

di Redazione

 MONDRAGONE. La quarta sezione penale della Corte di Appello di Napoli ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato penalista Giovanni Zannini rimettendo in libertà Gennaro Sorrentino (detto “Bell ‘e papà”). Sorrentino ritorna libero dopo circa quattro anni di ininterrotta detenzione in carcere.

Era, infatti, stato arrestato unitamente a Sergio e Michele Orsi, a Giacomo e Giuseppe Fragnoli e agli altri soggetti ritenuti responsabili del concorso nella estorsione in danno della Eco 4, e ditta che espletava il servizi di raccolta dei rifiuti solidi urbani nel comune di Mondragone. I fatti risalgono al 2001 quando Sorrentino, in società con Giuseppe Diana (cognato di Orsi, come al pari dei sopra menzionati imputati anch’egli colpito dalla ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Buccino Grimaldi su richiesta del pubblico ministero della Direzione Distrettuale di Napoli Alessandro Milita), gestiva la commercializzazione del gas ne comune di Mondragone.A Sorrentino, infatti, si contestava anche di aver condotto l’attività commerciale di distribuzione del gas in modo monopolistico con lo sponsorizzazione del clan La Torre (su questa circostanza egli risulta gravato dalla dichiarazione di accusa di molti collaboratori di giustizia).

Tra le contestazioni addebitate a carico del Sorrentino Gennaro vi è anche quella di aver concorso, unitamente ai Fragnoli ed altri nella estorsione consumata in danno dei fratelli Orsi. Quest’ultimo, infatti, pagavano 15mila euro al mese a titolo di tangente per poter espletare il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani nel comune di Mondragone. I fratelli Orsi succedevano, di fatto alla gestione della Covim che fino a tutto il 2000 (e cioè fino alla data dell’arresto di Diana Giacomo, Barbato Angelo e di tutti gli altri amministratori della Covim) aveva certamente espletato l’analogo servizio di raccolta pagando ben 60 milioni di vecchie lire a titolo di tangente al clan La Torre.

Il 30 gennaio prossimo si terrà il processo all’esito del quale si accerteranno le reali responsabilità penali in merito alla complessa vicenda disvelata dalla Direzione Distrettuale di Napoli e il vero ruolo dei fratelli Orsi successivamente chiamati in causa da numerosi collaboratori di giudiziaria dell’area casalese (tra questi Gaetano Vassallo e Luigi Guida) come vero e proprio braccio imprenditoriale mafioso ovvero longa manus del clan Bidognetti. I collaboratori di giustizia stanno tratteggiando una personalità ed una intraneità dei fratelli Orsi nelle dinamiche della criminalità organizzata mafiosa di matrice casalese oggettivamente incompatibile con il ruolo di persona offesa dal reato ai predetti assegnato nel processo pendente a carico di Sorrentino.

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