MADDALONI. Come ampiamente previsto, giunge lennesima mortificazione per i cittadini maddalonesi, ossia la diffida da parte del prefetto, che, attraverso una nota, ha appunto diffidato il Comune dopo avere ricevuto ufficialmente dallOsservatorio regionale sui rifiuti i dati della differenziata per lanno 2010.
A riferirlo è il circolo Legambiente Calatia. Tre mesi spiegano gli ambientalisti il tempo perentorio sancito dal Prefetto allamministrazione per recuperare in materia di gestione rifiuti e raccolta differenziata. In tre mesi il Comune deve superare il 35% di differenziata, riferendosi allanno 2010. Legambiente Calatia non è affatto meravigliata di tale conclusione, visto e considerato levidente incompetenza ed inefficacia degli strumenti messi in atto per avere risultati positivi nel campo della gestione ambientale. Facciamo una semplice considerazione, se non avverrà una netta inversione di tendenza (a partire dalla sensibilizzazione e dalla comunicazione dintenti ai cittadini, dai controlli alla corretta gestione delle isole ecologiche, nonché ad un efficiente/efficace servizio fornito alla cittadinanza) e soprattutto se non verranno messi a disposizione della tutela e salvaguardia ambientale le giuste competenze, come potrà unamministrazione comunale passare dal 20% al 35% in tre mesi appena, dopo che in un anno intero si è fatto un piccolo-misero passettino(visto che a fine 2010 si era a circa il 10% mentre a fine 2011 si eappena al 20%-dato ufficiale dellosservatorio provinciale rifiuti). Ma queste sono solo cifre che poco importano ai cittadini maddalonesi, mentre per loro laumento della Tarsu è una certezza per un servizio mai realmente fornito. Lamministrazione Cerreto ha fallito non tanto per la diffida giunta e per la sua eventuale rimozione che poco ci interessa, ma ha fallito perché condanna ancora la città di Maddaloni a guardarsi allo specchio come una città in cui lambiente è solo un peso e non una risorsa.

