Aversa

Aversa, ma chissenefrega del candidato sindaco: basta che “Io ci sono!”

“Io ci sono”, “Io ci metto la faccia”, “Ho Aversa nel cuore”. Sono questi solo alcuni dei tanti slogan che gli aspiranti candidati hanno scelto per affiggere i loro volti sulle mura della città e sulle proprie bacheche Facebook. Facce, quasi tutte note, trattandosi di assessori e consiglieri comunali uscenti, belle e rubiconde, frutto di arditi photoshop.

Un bel vedere, ma non un bel pensare. Infatti, questi manifesti, queste foto, questi slogan non riportavano assolutamente ad alcuna coalizione, ad alcun candidato a sindaco. Insomma, per questi signori (alcuni dei quali amici) non era (e, ovviamente non è) importante con quale coalizione o con quale candidato sindaco andranno a condividere la loro eventuale elezione. Per loro Giuseppe Stabile, Enzo Pagano, Alfonso Golia, Gianluca Golia, Nicola Cantone, Domenico Ciaramella, Pasquale Giuliano, Lucio Romano o uno qualsiasi di tutti quei nomi che sono stati fatti durante le trattative (le più lunghe ed estenuanti di sempre, almeno a memoria d’uomo) sono tutti uguali. A dimostrazione che l’importante è partecipare quale che sia la squadra con la quale si parteciperà.

Del resto, basta guardare alcune di quella facce e si possono cogliere quelle di consiglieri comunali uscenti che hanno fatto della mutevolezza di casacca il proprio punto forte garantendo la sopravvivenza dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enrico De Cristofaro consentendogli di trascinarla anche quando era politicamente scoppiata e non era più un bene per Aversa continuare a mantenerla in vita. Personaggi che, con il cambio di casacca, saltando dall’appoggio al candidato di centrosinistra di allora Marco Villano al garantire il mantenimento in vita dell’amministrazione opposta, quella di De Cristofaro, avendo in cambio propri rappresentanti in giunta e posti al sole a Caserta. Chi ha già fatto il “salto della quaglia” una volta, in pratica, si è abituato. Considera il qualunquismo uno stile (premiante) di vita e lo adotta sin dall’inizio facendo sapere agli aversani che “io ci sono” ma non importa se amministrerò con i rossi, i verdi o i neri, non importa quale sarà il programma politico e amministrativo che andrò ad appoggiare, cosa ne pensa la mia coalizione del Piano Urbano Comunale o come vuole affrontare il problema della mobilità o dell’isola pedonale, per non parlare della movida o della gestione del servizio di igiene urbana.

Insomma, non importa come la coalizione di cui andrà a fare parte vuole amministrare, dove e come vuole portare Aversa, l’importante è che “io ci sono”. Un atteggiamento che la dice lunga sull’amore che i nostri aspiranti amministratori dimostrano per la loro/nostra città. Un appello a quanti andranno a votare: ricordate le loro facce, i loro visi, i loro nomi e cercate di evitarli.

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