Sant’Arpino

Sant’Arpino, ville abusive occupate da rom. Salvini: “Risolverò la vicenda”

“Seguo la vicenda con attenzione e conto di risolverla al più presto. L’obiettivo è sgomberare le ville abusive di Sant’Arpino così da ripristinare la legalità e difendere il diritto dell’imprenditore edile proprietario dell’area”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, risponde all’imprenditore edile Pasquale Pescatore che si è rivolto a lui con un appello per risolvere la vicenda degli immobili, situati nel comune della provincia di Caserta, in via Volta, occupati da anni da alcune famiglie rom.

La vicenda risale al 2007 ma lo scorso 20 novembre, dopo la direttiva ministeriale sugli sgomberi, la questione è stata affrontata nel Comitato provinciale ordine e sicurezza. Le ruspe sarebbero dovute entrare in azione celermente, ma pochi giorni fa il sindaco Giuseppe Dell’Aversana ha fatto sapere che sta preparando una soluzione per accogliere i quattro nuclei familiari che contano otto minori.

“La mia ultima speranza è la ruspa di Salvini. Mi sono rivolto a Questura, Prefettura, Comune, Carabinieri, Polizia ma sembrano tutti impotenti. Glielo chiedo per piacere signor Ministro, porti qui la sua ruspa e mi restituisca quello che è mio”, ha scritto Pescatore nel suo appello al vicepremier. Nel 2006 l’imprenditore costituì un consorzio per la realizzazione di edifici ad uso abitativo ma poco prima di cominciare i lavori si accorse che il terreno era occupato abusivamente da due famiglie rom. Pescatore si rivolse al Comune, che in quell’area aveva previsto la realizzazione di un poliambulatorio, ma nonostante un’ordinanza di demolizione la situazione restò invariata. A quel punto, ne nacque un lunghissimo iter burocratico, oggi ancora terminato, nonostante ordinanze di abbattimento e ricorsi al Tar, la cui sentenza definitiva risale allo scorso settembre.

Eppure, nonostante la decisione dei giudici amministrativi, nessuno sembra voglia eseguire lo sgombero. Intanto, in oltre dieci anni quelle che prima erano semplici baracche oggi sono diventate due “ville” con giardino, fontane, statue, box auto. Tutto questo in barba a coloro che hanno comprato le case all’epoca e che vogliono veder realizzate le opere previste dal progetto. Ma le quattro famiglie rom non hanno intenzione di andare via, a meno che non gli diano “un appartamento per ciascun nucleo familiare”, come hanno riferito. Riuscirà la “ruspa” di Salvini a mettere fine a questa vicenda?

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