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Vieste, nuovo blitz contro clan Perna: 7 arresti

Un altro blitz contro il clan Perna a Vieste, sul Gargano, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, ed eseguito dai poliziotti delle squadre mobili di Foggia, di Bari e del Servizio centrale operativo. In arresto Claudio e Giovanni Iannoli, rispettivamente 39 e 32 anni, Giovannantonio Cariglia, di 22, Stefan Cealicu, 53, Raffaele Giorgio Prencipe, 34, Carmine Romano, 48, e Giuseppe Stramacchia, 32, tutti ritenuti elementi appartenenti all’organizzazione criminale con a capo Girolamo Perna, già pesantemente colpito con gli arresti dello scorso 21 agosto.

Il punto di partenza dell’indagine è stato l’omicidio di Gianbattista Notarangelo, avvenuto a Vieste il 6 aprile 2018. Le indagini sull’omicidio hanno, per ora, consentito di accertare l’esistenza di un fiorente traffico di sostanze stupefacenti nella cittadina garganica, alimentato dall’enorme afflusso turistico. La guerra tra clan ruota naturalmente intorno al controllo egemonico dei traffici, anche con l’uso delle armi, con azioni violente e con metodi mafiosi, come riconosciuto dal gip. Quella oggetto dell’operazione di oggi trattava e smerciava consistenti quantitativi di differenti tipologie di sostanze stupefacenti dalla cui vendita, anche al dettaglio, incamerando profitti ed assicurando anche il mantenimento economico-assistenziale del capoclan Girolamo Perna, detenuto. Quest’ultimo era stato arrestato il 3 maggio di quest’anno nell’ambito di un’altra operazione del ‘Gruppo Gargano’, anche grazie al Piano straordinario di controllo del territorio in atto nelle cinque macroaree della provincia foggiana.

In considerazione dello stato detentivo di Perna e della forte contrapposizione armata con il gruppo criminale avverso, i due Iannoli, in qualità di organizzatori dell’associazione, si occupavano di assicurare il costante rifornimento delle piazze di spaccio viestane, provvedendo anche ad assoldare nuovi sodali, utilizzati anche per la custodia delle armi del clan e di pianificare agguati mortali nei confronti di esponenti del clan rivale. Claudio e Gianni venivano costantemente informati dai componenti del gruppo di tutte le questioni inerenti l’attività illecita, occupandosi di valutare i canali di distribuzione e l’ammissione di ulteriori soggetti quali intermediari o distributori finali dello stupefacente, nonché di assumere le decisioni sul prezzo della droga, sulla situazione delle piazze di spaccio e, finanche, sui rapporti con il clan rivale.

Il tentativo di assoggettare il territorio viestano continuava anche durante il periodo detentivo dei due Iannoli i quali riuscivano comunque ad assicurare continuità negli affari illeciti ed efficienza nell’approvvigionamento e smercio, anche al dettaglio, della sostanza stupefacente (prevalentemente cocaina e marijuana), grazie al prezioso contributo fornito, sino al giorno del suo assassinio, da Gianmarco Pecorelli. Questi, infatti, durante il periodo detentivo degli Iannoli, sfruttando il momento favorevole conseguente all’assassinio del rivale Antonio Fabbiano avvenuto il 25 aprile, assicurava il coordinamento e la gestione operativa dell’attività illecita per conto dell’intero gruppo criminale: approvvigionamento, canali di distribuzione, collocazione della droga sul territorio e recupero dei crediti derivanti dallo spaccio.

Nel corso delle attività, estremamente complesse, venivano anche effettuati alcuni importanti riscontri con sequestri di sostanza stupefacente. Interessante la scaltrezza dei vari pusher nell’occultamento dello stupefacente in luoghi a loro non riconducibili, come ad esempio nel caso dell’occultamento di un quantitativo di cocaina purissima all’interno di un pacchetto di sigarette abbandonato dal Raffaele Giorgio Prencipe alla base del tronco di un olivo sul ciglio di una strada di campagna a Vieste. Il sodalizio utilizzava una particolare attenzione nella scelta dei luoghi di stoccaggio delle sostanze stupefacenti, provvedendo, con cadenza quasi quotidiana, ad effettuare numerosi spostamenti. Durante uno di questi, lo scorso 8 agosto, Giuseppe Stramacchia classe 86’, Fedele Romano classe 85’, e Christian Hdiouech, classe 91’, pregiudicati di spessore intranei al clan Perna, venivano sorpresi dagli investigatori della Polizia di Stato a bordo di un furgone intenti a trasportare due chili di marijuana, consegnatagli poco prima proprio da Prencipe. I tre, naturalmente, venivano arrestati in flagranza.

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