Napoli

Napoli, con Asgam i ragazzi di Scampia vivono il mare come occasione di integrazione

Si è svolta a Napoli, nell’auditorium dell’Istituto tecnico industriale “Galileo Ferraris” di Scampia, la presentazione della seconda fase del progetto Asgam, finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri per la gioventù. Il progetto dedicato ai giovani tra i 15-35 anni, dal titolo “Ragazzi…tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, vedrà coinvolti per le fasi progettuali, i ragazzi dell’istituto per “l’attività in piscina e in barca”, insieme ai giovani disabili di Napoli.

L’iniziativa è stata promossa dalla cooperativa Asgam. Presenti all’evento: Carmen De Cristoforo, presidente della cooperativa Asgam, Fabio Grasso, presidente onorario della cooperativa, è l’ingegner Alfredo Fiore, dirigente scolastico dell’Itis ‘Ferraris’. “Un progetto – ha commentato Grasso – che ha consentito di recuperare un bene confiscato, una barca prima utilizzata per il trasporto di traffico di droga, e destinarlo ad attività per i ragazzi disagiati o diversamente abili. Abbiamo munito l’imbarcazione di una pedana idraulica consentendo a tanti giovani, che non hanno la possibilità, di fare un tuffo in mare. La nostra proposta si prefigge sviluppare una sensibilità verso le persone che hanno più difficoltà a vivere le attività in acqua”.

La presidente della cooperativa Asgam, De Cristoforo, ha parlato delle sue aspettative: “Spero che questa iniziativa sia per tutti i giovani, coinvolti, un’occasione di crescita e di riflessione su valori importanti della vita. Un’opportunità per aiutare i ragazzi diversamente abili, offrendo loro un supporto”. Gli studenti parteciperanno a una serie di attività a contatto con l’acqua, che li aiuteranno ad aiutare i loro coetanei in difficoltà e a riscoprire gli antichi mestieri del mare. Un’opportunità per acquisire nuove competenze, che potranno inserire nel proprio curriculum, al termine del progetto.

“Un’iniziativa – ha dichiarato il dirigente scolastico Fiore – che ci fa pensare alla socializzazione e all’integrazione che non devono avvenire soltanto nelle aule ma negli spazi aperti. Lo sport è un momento di coesione e di integrazione, che insegna il rispetto di sé, degli altri e della natura. Nel quartiere di Scampia, molti giovani lamentano l’assenza di attività sportive. Per cui, in accordo con gli insegnanti di educazione fisica, ho pensato di dare ai nostri studenti l’opportunità di guardare le bellezze che ci circondano, attraverso le attività del progetto”. Rivolgendosi alla platea di studenti, l’ingegner Fiore ha sottolineato: “Scampia siete voi e con la vostra serietà rappresentate l’immagine positiva del quartiere”.

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