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“The Queen”, rinvio a giudizio per 45 indagati: il 4 maggio udienza preliminare

Richiesta di rinvio a giudizio per 45 degli indagati del processo nato dall’inchiesta The Queen, tra questi il sindaco di Aversa Enrico De Cristofaro per episodi avvenuti quando ricopriva la carica di presidente dell’ordine provinciale degli architetti, e gli ex primi cittadini (per quanto riguarda la provincia di Caserta) di Alife (Giuseppe Avecone), Riardo (Nicola D’Ovidio) e Casapulla (Ferdinando Bosco). A chiedere il processo i pm Alessandro D’Alessio, Maurizio Giordano e Gloria Sanseverino. Fissata anche la data dell’udienza preliminare che si terrà il 4 maggio prossimo dinanzi al 14esimo gup di Napoli.

A finire nella rete, proprio un anno fa, politici, amministratori pubblici in carica e non, imprenditori, professionisti, docenti universitari, commercialisti, ingegneri e faccendieri. Una bufera giudiziaria che colpì, con una vasta eco, una decina di comuni tra Napoli e Caserta. La Guardia di Finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, eseguì 69 ordinanze di custodia cautelare per corruzione, turbativa d’asta e concorso esterno in associazione mafiosa col clan camorristico che fa capo ai Zagaria di Casapesenna. L’inchiesta ha riguardato gare di appalto pubbliche realizzate in diversi comuni campani, come quelli casertani di Alife, Francolise, Riardo, Aversa e quelli napoletani di Pompei e San Giorgio a Cremano.

Per quanto riguarda Aversa, nel mirino i lavori di trasformazione dell’ex carcere mandamentale di via Saporito in Casa dello Studente ad opera dell’Adisu – Azienda per il Diritto allo Studio dell’allora Sun – Seconda Università degli Studi di Napoli. Coinvolti, tra gli altri, l’ex assessore e nel marzo scorso ancora consigliere regionale Pasquale Sommese, il fratello di quest’ultimo, Antonello Sommese,  Claudio Borrelli, direttore dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario (Adisu), l’ex sindaco di Pompei Claudio D’Alessio, l’ex sindaco di San Giorgio a Cremano Domenico Giorgiano e la Soprintendente archeologica della Campania Adele Campanelli, nominata da poco più di un mese alla direzione del Parco archeologico dei Campi Flegrei.

L’ordinanza notificata anche all’imprenditore Alessandro Zagaria, già detenuto, e all’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro, all’ex presidente della Comunità Montana del Matese, Fabrizio Pepe, all’architetto Mario Martinelli di San Cipriano d’Aversa, Salvatore Visone, ex presidente dell’Ordine degli architetti di Napoli e provincia, Andrea Rea e Paolo Stabile, rispettivamente ex presidente ed ex direttore generale della Mostra d’Oltremare di Napoli. Al centro dell’indagine un giro di corruzione che sarebbe stato organizzato da Guglielmo La Regina (dal suo cognome la denominazione dell’operazione, ‘The Queen’ – ‘La Regina’), il professionista già coinvolto nel 2016 nello scandalo sulla ricostruzione di Palazzo Teti Maffuccini di Santa Maria Capua Vetere.

La Regina, legale rappresentante dell’Archicons srl, con altri due imprenditori dell’area di Casal di Principe, e insieme con Alessandro Zagaria, ritenuto un referente un soggetto che ricorreva come intermediario in tante stazioni appaltanti, nonché personaggio vicino al clan Zagaria, è considerato l’uomo che aveva rapporti con funzionari e politici e che veicolava accordi e dazioni corruttive. Oltre che a Santa Maria Capua Vetere, gli appalti riguardavano i Comuni di Piedimonte Matese, Francolise, Riardo, Alife, Rocca d’Evandro, Calvi Risorta, Casoria, Cicciano, oltre a beni di interesse storico e archeologico, come “Le Porte dei Parchi” a Francolise.

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