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Il Papa sui social network: “Le suore li usino ma con prudenza”

Il Pontefice ancora una volta non resta indifferente alle problematiche del mondo moderno: i temi dei social network e della comunicazione digitale entrano nella Costituzione apostolica sulla vita contemplativa femminile.

Papa Francesco descrive questi come “strumenti utili per la formazione e la comunicazione”, ma esorta tuttavia le suore contemplative ad “un prudente discernimento” perché questi mezzi non siano occasione di “dissipazione o di evasione dalla vita fraterna, danno alla vocazione o ostacolo alla contemplazione”.

Nella prefazione al libro “Amiamo chi non è amato”, pubblicata dal Corriere della Sera e in uscita per Emi il prossimo 29 luglio, che raccoglie testi inediti di Madre Teresa di Calcutta Jorge Mario Bergoglio si rivolge poi ai giovani. “A tutti i giovani chiedo, ora, di non perdere la speranza, di non farsi rubare il futuro, che è nelle loro mani. Rimanete nel Signore e amatevi come Dio vi ama, siate costruttori di ponti per spezzare la logica della divisione, del rifiuto, della paura gli uni degli altri, mettetevi al servizio dei poveri, affrontate con coraggio la vita, che è dono di Dio. Volate alto, come l’aquila simbolo del paese di origine di Madre Teresa!”.

“C’è un’espressione di Madre Teresa che vorrei facesse da sfondo alla mia riflessione: ‘Noi non siamo una Ong. Le Ong lavorano per un progetto; noi lavoriamo per Qualcuno’. Perciò, anch’io ripeto spesso che la Chiesa non è una Ong, perché lavora per Cristo e per i poveri nei quali vive Cristo”, scrive Bergoglio, le cui riflessioni ruotano attorno a cinque parole: preghiera, carità, misericordia operosa, famiglia e giovani.

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