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Marino contro Renzi: “Un chirurgo si giudica a fine intervento”

Roma – Utilizza una metafora per rispondere al premier Matteo Renzi e spiega che non rinuncerà al mandato e che non consegnerà le proprie dimissioni. Si tratta del sindaco di Roma, Ignazio Marino, che è stato protagonista di molte critiche a causa del suo presunto coinvolgimento nella questione Mafia Capitale.

“Un chirurgo si giudica a fine dell’intervento, quando esce dalla sala operatoria, il malato torna a casa e abbraccia la famiglia”, ha detto il primo cittadino di Roma. Per il resto delle domande in merito alla situazione, ha deciso di utilizzare il no comment facendo scena muta e sottolineando: “Domande solo sull’argomento del giorno, grazie”.

Durante la conferenza stampa convocata per parlare dell’Ama e dei rifiuti, il sindaco però risponde ad un giornalista con la metafora del medico spiegando implicitamente che Renzi dovrà aspettare la fine del mandato per poter giudicare il suo operato. Ora che si è a metà mandato non è possibile secondo Marino fare commenti perchè i risultati non sono ancora visibili.

“Ho trovato Roma come Mario Monti trovò l’Italia dopo il governo Berlusconi – ha spiegato – era necessario un reset completo, ora stiamo riavviando il computer. Ma, in questa fase, c’è sempre un momento in cui sul monitor si vede tutto nero. Non mi sento un salvatore della patria, ma uno che fa il suo lavoro con spirito di servizio”.

E ancora: “Non voglio fare carriera, non aspiro a nulla. Andare avanti fino al 2023? Io non ho cambiato idea”. 

Ha poi sottolineato l’operato fatto fino ad oggi affermando: “Visto che onestà e trasparenza non bastano, dico quello che abbiamo fatto. Nel 2011 abbiamo speso oltre 40 milioni per affittarle i cassonetti per tutta la città. Quando convocai Franco Panzironi e gli chiesi le dimissioni da Multiservizi e la “cacciata” di Giovanni Fiscon da direttore generale di Ama dopo l’arresto per Mafia Capitale”. Cita poi il caso delle due donne, alla stazione Termini, che “defecavano in mezzo alla strada” e dice: “Sono 13 anni che nessuno se ne occupava”.

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